Scrittura e Sceneggiatura (Parte 3)

In La Scrittura by Hagar Lane

Eccoci alla terza e ultima parte del post “Scrittura e Sceneggiatura”.

Per chi volesse leggere le prime due parti, questi sono i link:

Scrittura e Sceneggiatura (Parte 1)

Scrittura e Sceneggiatura (Parte 2)

Come si crea la DISSOLVENZA in un romanzo? Avete presente quando in un film due persone parlano, ma volutamente il cameraman sfuma la scena, mentre contemporaneamente il tecnico audio sfuma il sonoro? La Dissolvenza è l’opposto dello STACCO, è evidente questo. Ma a cosa serve sfumare le scene nei film? Serve a ottenere diverse cose. Ad esempio serve per dire che la scena continua (una festa continua, piuttosto che il dialogo fra due persone continua, etc.).

Il concetto di “continua” è legato al fatto che quel continuare NON aggiunge comunque nulla di importante a quanto già mostrato e fatto udire al telespettatore.

C’è un altro significato, però, che si può trasmettere al telespettatore attraverso la dissolvenza, ed è l’esatto contrario di quello appena descritto. Mi sto riferendo alla dissolvenza inserita per NON mostrare al telespettatore qualcosa di molto importante che i personaggi stanno scoprendo in quel momento.

Il concetto di “continua” resta, pertanto, legato alla dissolvenza, ma questa volta si vuol sottolineare che uno o alcuni personaggi sanno in quel momento qualcosa in più di noi telespettatori, che dovremmo attendere il momento opportuno per scoprire di che si tratta.

Come ho creato la dissolvenza in uno dei capitoli di Cavalier Hak? L’ho creata all’interno di un capitolo, intanto, e non alla fine, che è qualcosa di più raffinato, se posso dire. Ecco che c’è un dialogo fra Hak e la Reginetta Vicky, ad un certo punto creo a parole la dissolvenza, perché voglio celare al lettore un’informazione sul prosieguo della storia, ed ecco che riprendo il dialogo. Uso solo le parole ma, di fatto, è come se giocassi sull’audio e sulla fotografia. Questo per dire che c’è sempre una trasposizione fra film e romanzo e viceversa, se solo lo si vuole, e che tale trasposizione è di una semplicità estrema, se solo si impara come fare, per non dire immediata, il più delle volte.

Nel cap. 21 del Libro Primo di Cavalier Hak scrivo:

… … … … …

«Risalitelo finché non troverete un’insenatura poco più larga delle vostre spalle. Sono le grotte sotterrane. Attraversatele tutte, senza mai prendere le vie alla vostra destra e alla vostra sinistra. Mi raccomando, mia regina, sono vie che portano al labirinto senza uscita. E voi tappatevi le orecchie e correte dritti al nascondiglio del tesoro. Se il tesoro è ancora lì…» e le spiegò cosa fare.

«Hak, l’avete fatto voi quel buco?» chiese la regina.

«No. È lo scolo delle latrine.»

«Cosa?» sbarrò gli occhi la regina chiudendo di scatto il ventaglio.

«Mia signora, lo scolo delle latrine non ha niente che non va. È il vostro vestito che….»

«Dite che non ci passo?»

«Dovreste togliervi il copricapo, mia regina. Il mantello. Il corpetto. La veste. Insomma, basta la camicia per combattere. Guardate me!»

… … … … … …

Avete capito, vero? E’ il pezzetto in grassetto che simula la dissolvenza.

La rapidità con la quale si sfuma una scena è dettata da cosa si scrive o non si scrive dopo, e lo dico perché è importante anche quello. Ecco che, poiché io non ho usato la dissolvenza alla fine di un capitolo ma nel bel mezzo di un dialogo, al centro di un capitolo, ho dovuto mettere subito dopo delle frasi forti (nel mio caso ho usato l’ironia come forza, perché ai ragazzi fa molto ridere quel pezzo) che riportassero immediatamente l’attenzione del lettore nel dialogo, mai interrotto, e non se ne stesse, invece, a riflettere su quanto volutamente ho lasciato in sospeso.

Cosa fare una volta trovato il tesoro? Lasciamolo in sospeso anche qui, ovviamente. Spero che questo esempio vi sia stato utile per comprendere come non esista tecnica cinematografica che non sia implementabile in un romanzo, e che il farlo da spessore alla storia, e tanto.

Vostra, Hagar

P.S.: Vi linko lo spezzone di Quarto potere, caricato su YouTube da Cinescuola, dal quale ho preso l’immagine di copertina del post. In quello spezzone di film potete vedere sia la carrellata verticale che la dissolvenza.