L’Opificio dei Colori

In Recensito da me by Hagar Lane

Diciamolo subito: a L’Opificio dei Colori ho dato 10 e lode. L’autore, Stefano Amadei, deve solo correggere una decina di errori di battitura, e per il resto il suo romanzo è perfetto.

Cliccando sull’immagine potete andare alla recensione che ho scritto in Amazon, che sorprendentemente è la prima che il libro riceve dopo oltre due anni dalla sua pubblicazione. Gli ho dato 5 stelle, se le merita tutte e spero siano le prime di una lunga serie. Chi mi conosce sa che io non faccio sconti a nessuno quando scrivo le mie recensioni in Amazon, pertanto se ho dato 5 stelle è solo perché ho letto un libro sotto il quale metto timbro e firma a garanzia di qualità.

La mia recensione completa – un’analisi dettagliatissima del testo – la si può leggere nel sito Scrittori Indipendenti (Infiniti Mondi). L’Opificio dei Colori l’ho scelto a caso all’interno di un lungo elenco di libri in attesa di recensione, e devo dire che mi è andata bene. I miei complimenti a Stefano Amadei e al suo gattone, Virgola, che gli ha ispirato una storia dai significati pedagogici meravigliosi.

Riporto qui di seguito dei piccoli estratti della recensione, poi fate click su CONTINUA o nell’immagine di copertina del libro.

… … … Quando Nereo riprende la parola, sembra che parli della società di oggi, dove “non desideriamo altro che un pratico grigio NULLA con il quale riempire i propri cuori”, e questo grigiore “sta contagiando gli uomini come un virus”. Nereo accusa gli uomini stessi di ciò che sta avvenendo, perché ciò che vuol realizzare lui non è altro che il volere degli uomini, che “non vogliono più colori sgargianti e sono preda solo della paura di restare soli e in silenzio”. L’autore ci parla, dunque, di un pericolo che solo apparentemente è esterno, ma che in realtà è da noi stesso creato e del quale, successivamente, ne appariamo vittime. … … …

… … …  Ma introduciamo subito il gattone, Cameriere, che appare in scena immediatamente, assieme a Nereo e Dorando. Noi umani siamo esseri animali e spirituali insieme, ma ci stiamo così allontanando (leggi: distruggendo) dal mondo animale da aver perso la nostra dimensione spirituale. Paul MacLean ha creato la teoria dei tre cervelli, che è stata ampiamente condivisa in ambito scientifico. Il cervello umano, cioè, si compone di tre parti: il cervello Rettiliano (tronco dell’encefalo), il cervello Mammifero (sistema limbico) e la Coscienza (neocorteccia). Con i cani e i gatti condividiamo il cervello Mammifero, che è l’evoluzione della parte rettiliana. Ed è in quel cervello che hanno sede i sentimenti e le emozioni, quelle che ci permettono di prenderci cura di altri diversi da noi. I mammiferi sono, non a caso, gli unici animali che si prendono cura della prole, che si proteggono nel branco con la vicinanza, etc. Questo cervello è la nostra parte più calda, umana, ci permette di emozionarci dinanzi a ciò che accade, è la nostra parte bambina, in una parola è IL CUORE. Con questo cervello si è sviluppato il senso di attaccamento, il legame affettivo-emotivo e la coesione sociale. Ecco che Cameriere è sì un bel gattone, ma rappresenta soprattutto questa parte di noi che abbiamo da troppo tempo dimenticato. Solo se l’uomo saprà recuperare il suo legame intimo e amorevole con gli animali potrà sperare di riconnettersi alla Fonte, a quel qualcosa di universale che ci vuole tutti “esseri felici” e non “infermi”, malati di Grigite. … … …

… … … Mancano solo dei personaggi da citare: i poliziotti. In questa storia, eccezion fatta per Peter, non fanno una bella figura le forze dell’ordine, né in quanto a intelligenza né per sensibilità umana. Come mai l’autore ci mostra dei poliziotti imbranati e con un livello di intelligenza emotiva decisamente basso? Non perché le forze dell’ordine siano così in generale, ma perché, cosa importantissima, lo scrittore utilizza lo stratagemma della “divisa” per mostrare quella parte fredda, razionale, vincolata alle norme e schiava dell’immagine sociale che risiede in tutti noi e che si oppone al cambiamento, che ostacola la riuscita dell’impresa. Stiamo parlando di un nostro nemico interno, cioè, quello che in psicologia si chiama Super-Io, il quale è perfettamente simboleggiato nelle storie da uno o più personaggi in divisa. CONTINUA…