Riduzione dell’Orario di Lavoro

In La Voce di Hagar by Hagar Lane

Si può ridurre l’orario di lavoro? Cosa ci impedisce di ridurre l’orario di lavoro e far lavorare tutti?

Nel mio romanzo, Cavalier Hak, scrivo: “Per permettere a tutti di studiare Hak ridusse l’orario di lavoro, certa che il tempo speso a coltivare la mente anziché la terra avrebbe prodotto più cibo di quanto ne producesse la terra stessa. Così, mentre ovunque si lavorava da Luna nascente a Luna calante, ricevendo compensi sempre più bassi e tasse sempre più alte, Hak riunì il popolo e lesse la sua seconda lettera”….

Il giorno in cui Ciampi, quando era Presidente della Banca d’Italia, e Andreatta (non Andreotti) firmarono il via libera alla privatizzazione della Banca d’Italia, si segnò un punto di non ritorno, ma anche l’inizio della fine del nostro Paese, ritengo. Questa follia è stata fatta in tutti i Paesi dell’Occidente, sia chiaro, e cioè privatizzare le banche centrali dei paesi. Non si può più, quindi, stampare liberamente moneta per far fronte alle crisi, ad esempio, e stamparla a interessi zero perché proprietari della Banca d’Italia. Dobbiamo, invece, farne richiesta alla BCE ora, al pari di mendicanti col cappello in mano, e pagare degli interessi su quella, cioè la moneta è sempre un “debito da saldare”. Sì, follia pura, lo so.

Ogni Paese sprovvisto di una propria banca nazionale centrale è, allora, destinato a fallire per legge matematica, e il sistema socio-economico che la privatizzazione delle banche centrali dei paesi ha partorito, destinato ad implodere. La notizia è brutta e bella al tempo stesso, perché sto parlando di morte, ma anche di rinascita, su basi nuove, completamente diverse da quelle imperanti oggi.

Cosa significa non avere più una Banca d’Italia pubblica e di proprietà dello Stato Italiano, quindi non poter più stampare liberamente moneta a interessi zero? Significa che la “moneta” ha cambiato il suo valore e significato. Prima la moneta era uno dei simboli della sovranità nazionale, oltre che mezzo di scambio. Inoltre era indicativa della reale ricchezza di un Paese, perché vincolata alle riserve aurifere possedute dalla nazione. Nel tempo la moneta si è svincolata dalla riserve aurifere – “grazie” agli Stati Uniti d’America, che hanno smesso di rispettare le regole sul quantitativo di moneta stampabile – e si è ridotta a essere un mero “mezzo di scambio”, non più rappresentate la vera ricchezza dei Paesi. Con la privatizzazione della Banca d’Italia la moneta si è trasformata in un “bene”, che è alquanto irrazionale come cosa, lo so benissimo. La moneta diventa un bene perché dobbiamo comprarla, e persino “a debito”. La moneta è morta, quindi, nel suo significato originario, ma anche in quello intermedio, per assumerne uno – bene – che nulla ha a che fare con la definizione di “moneta” riportata nei libri di economia e finanza.

Ecco che, anche volendo, non possiamo ridurre l’orario di lavoro, perché per farlo dovremmo stampare più moneta, in modo da retribuire, ad esempio, 6 ore di lavoro come fossero 8, e aumentare del 25% i posti di lavoro in un attimo. La riduzione dell’orario di lavoro non si può fare, quindi, solo perché non siamo più liberi di usare la moneta per come abbiamo sempre fatto prima della privatizzazione della Banca d’Italia.

Le élite finanziarie mondiali, proprietarie della Banche Centrali delle Nazioni, ci hanno spinto (leggi: obbligato), invece, ad aumentare sempre di più l’età pensionabile – altro che ridurre l’orario di lavoro! -,  liberalizzare i contratti per schiacciare stipendi e diritti dei lavoratori, e imporre a tutti grandi quantità di ore di lavoro straordinario non retribuito (le famose corvée al padrone).

Ma perché si dovrebbe urgentemente ridurre l’orario di lavoro e far lavorare tutti? Perché con la crescita esponenziale della robotica, dell’intelligenza artificiale e dell’informatica insieme, si sta assistendo, anno dopo anno, alla perdita di immense quantità di posti di lavoro in tutto il mondo e in tutti i settori. Questo significa che l’attuale sistema sociale deve per forza di cose cambiare (leggi: implodere), perché non è sostenibile lo schiacciamento dei popoli ad opera delle banche nazionali private da un lato e della robotica-informatica dall’altro. O si re-instaura la schiavitù o il sistema sociale attuale imploderà.

Ecco che Hak può ridurre l’orario di lavoro nel suo Drasco della Scienze, e lo fa, ma non può farlo anche il Governo Italiano, perché non più proprietario della Banca d’Italia e non più libero di stampare moneta secondo necessità e sempre a interessi zero. Questo non significa, però, che non si dovrebbe ridurre l’orario di lavoro. Si dovrebbe ridurlo, eccome!, perché robotica e informatica insieme stanno mangiando milioni di posti di lavoro l’anno ovunque nel mondo. Il punto è che, per farlo, serve che prima si torni alle Banche Nazionali Pubbliche. E, perché ciò avvenga, serve che crolli prima l’intero sistema, poiché non avverrà spontaneamente e pacificamente il ritorno alle Banche Centrali Pubbliche.