Mangiare animali è immorale?

In Quor di Hagar by Hagar Lane

DOMANDA: Se gli animali possono mangiare altri animali, perché è immorale per gli umani mangiare animali?

Bellissima domanda! Intanto io non ne faccio una questione di “moralità”, altrimenti finiamo sul piano religioso, così intriso di contraddizioni e paradossi da portarci fuori strada. Primo fra tutti: Se Gesù era vegetariano, non avrebbe moltiplicato i pani e i pesci, ma i pani, le mele e un cespo di lattuga. Vado per punti e ti dico come la penso su questo tema importantissimo.

  1. Si possono mangiare gli animali SOLO se si rispettano gli equilibri della Natura. Significa che se DECINE di animali al giorno finiscono in estinzione, stiamo stabilendo che gli animali non hanno diritto di cittadinanza sul pianeta quanto noi. E invece non solo ce l’hanno, ma andando avanti così, saremmo sbattuti fuori noi a calci in culo dalla Natura dalla Terra. Si parla di rispetto della vita, che si è perso verso noi stessi anche perché si è perso verso gli animali. Questo lo ha detto molto bene Gandhi, con una frase divenuta celebre: “La grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali” (Gandhi).
  2. Si possono mangiare gli animali SOLO se si segue la regola seguita da tutte le specie viventi, e cioè mi nutro di ciò che serve al mio corpo e basta. I dati dicono che gettiamo nella spazzatura oltre il 50% del cibo acquistato. Spreco alimentare: nella spazzatura di casa finisce oltre la metà di tutto il cibo sprecato – Focus.it Ecco, qui scatta la moralità. Un giorno io tenni un coniglio in frigo troppo tempo, senza cucinarlo. Ti parlo di parecchi anni fa. Lo buttai senza mangiarlo. Dopo un po’ ho pensato: “La vita di questo coniglio IO ho deciso che non valesse niente! E poi riempio di amore e non bado a spese per il mio gatto che, se fosse scuoiato, sarebbe identico a quel coniglietto che ho buttato nella spazzatura”. MAI più ho comprato e mangiato coniglio da allora. Ecco che mangiare gli animali per nutrirsi è una cosa, ma sterminare oltre il 50% di loro e buttarli nella spazzatura NULLA ha a che vedere col nutrirsi.
  3. Arriviamo al tema della Tortura, vera e propria, degli animali. Quando ho visto la trasmissione di Report qualche anno fa sulle oche spennate vive per fare i piumini, non so quanto ho pianto. E basta? No! Da allora ho detto: “Mai più”. Mai più ho comprato e comprerò un piumino di vere piume da mettere sul letto, e mai più ho comprato e comprerò un piumino di vera piuma da indossare. Ho visto il documentario su come “vivono” le galline negli allevamenti intensivi in batteria, e da allora compro solo uova di gallina allevate all’aperto. Quanto costano di più? Una miseria, ma se tutti lo facciamo… le povere galline saranno presto tutte allevate all’aperto. Potrei continuare all’infinito. Non compro più pesce di allevamento, perché ho visto come vivono e sono alimentati quei pesci. Ho drasticamente ridotto l’acquisto di pesci costosi ma dei quali so tante cose inquietanti, e ho radicalmente virato verso il pesce azzurro: il meno inquinato, non di allevamento, il più sano e il meno costoso: alici, sarde e sgombri a volontà da diversi mesi. Noi stiamo torturando quasi tutti gli animali, e questo è insopportabile da reggere se si studia davvero l’argomento. Per me lo è diventato, perciò NON accetto più di nutrirmi o vestirmi con animali che hanno subito torture di qualsiasi tipo, perché la tortura nulla ha a che fare col mio diritto a nutrirmi. Cosa mangio, dunque, con riferimento agli animali? Solo pesce azzurro, petto di pollo, macinato 2 volte l’anno (quando faccio gli arancini), uova di galline allevate all’aperto, formaggio.
  4. Andiamo ora ad un tema spirituale, che riguarda l’ENERGIA. Siamo ciò di cui ci nutriamo, ma non solo! I cibi hanno un’aura bella e buona, e questa si modifica anche in funzione di come cuciniamo o meno i cibi: crudi, al vapore, bolliti o fritti. Allego un video meraviglioso al riguardo, della dott.ssa Erica F. Poli, intitolato “Il cibo, tra corpo e psiche”, che ti farà vedere i cibi in modo assolutamente nuovo e stupendo. Tornando agli animali, se mi nutro di un animale torturato, da quando è nato a quando è finito al supermercato, mi sto nutrendo anche della sua infinita sofferenza. Quella sofferenza entrerà a far parte di me e, per soffocarla a livello inconscio, mi caricherò di rabbia e ombra oscura, che più oscura non si può. Ecco che il nostro diritto a mangiare gli animali NULLA può e deve avere a che fare con la tortura mostruosa che facciamo subire ai poveri animali.
Conclusione: Non sono per “tutti vegani o vegetariani”, e io per prima non posso, purtroppo, definirmi tale. Ma “nutrirsi di animali” non significa fare il male spaventoso che facciamo agli animali. Ci sono molti modi per fare ognuno la nostra parte. E io lo sto facendo.