Cavalier Hak & Giornidimaggio: Intervista

In Cavalier Hak by Hagar Lane

Ringrazio di cuore Massimo Starita per aver ospitato me e Cavalier Hak nel suo blog, Giorni di Maggio. Il suo è un blog dedicato alle interviste-autore, e un’intervista ha fatto anche a me, intitolata: “Potere, Volontà, Immaginazione, Conoscenza e Segreto”.

Massimo è un tipo molto simpatico, dall’approccio fresco e privo di fronzoli, come piace a me. Le domande che ha scelto per la mia intervista sono molto intelligenti: non banali, personalizzate su di me, sia come persona che come autrice, e studiate, nel senso che mostrano che ha prima capito chi sono per i fatti suoi e poi ha scritto le domande dell’intervista. Insomma, Massimo mi è piaciuto e l’intervista pure.

L’intervista l’ha aperta così:

Lo spirito, l’essenza, l’intenzione del blog è sempre stato quello di promuovere le “nostre” attività nel settore della scrittura, per cercare di condividere il più possibile esperienze e idee, a beneficio di tutti. Non è solo una mera presentazione del libro, ma piuttosto cercare di capire chi c’è dietro quell’opera, quel lavoro. Oggi, per la prima volta, spero di aver centrato in pieno questo obiettivo. Forse parleremo poco del romanzo (me ne scuso) “Cavalier Hak” di Hagar Lane (preferisce usare uno pseudonimo), ma approfondiremo tanto il pensiero dell’autrice su diversi temi attuali e che poi, amabilmente, trovano una sintesi nella sua opera fantasy, ambientata nel Medioevo.

 

In alternativa, potete leggere le risposte che ho dato anche qui di seguito.
 
  1. Perché molto siciliana e poco italiana?

Perché noi siamo anche la nostra storia, intesa come storia del luogo dove siamo nati e di quelli in cui viviamo. Si chiama “matrice” o “inconscio collettivo” in termini junghiani. Trasferisciti in un altro Paese, diverso e lontano dall’Italia, e sentirai a pelle come l’intero tuo mondo interiore cambierà rapidamente, e con esso il tuo modo di pensare, di ricordare il passato o dimenticare, persino il tuo corpo cambierà. La storia della Sicilia non è la storia d’Italia perché l’Italia esiste da ieri, praticamente, non ha ancora una storia vera e propria. La Sicilia, invece… ah beh, la Sicilia una storia ce l’ha, eccome! La Sicilia ha una storia che affonda le sue radici addirittura nei miti greci, alla base della cultura dell’intero occidente, ed è una delle più magnificenti storie di tutti i tempi. Non a caso Hak, la protagonista del mio romanzo, ricalca i tratti di personalità di Federico II di Svevia (Stupor Mundi), e alcune gesta che compie sono state compiute realmente da quel grandissimo imperatore del Medioevo che fu Federico II, infinitamente più moderno di moltissimi governanti di oggi. Federico II, ricordiamolo, è di padre normanno e madre siciliana. Bionda e con gli occhi chiari, come anche i miei genitori e i miei nonni, mi piace pensare che nelle mie vene scorre sangue normanno o, se preferisce, vichingo. Ci sono modi di fare, vedere il mondo, relazionarsi e concepire la vita che sono “siciliani”, non italiani. Si fidi se le dico che la Sicilia e l’Italia sono due cose profondamente diverse tra loro, come il Trentino Alto Adige e l’Italia, la Campania o il Lazio e l’Italia, etc. E se non è ancora esaustiva la risposta, lascio la parola a Goethe.

“L’Italia senza la Sicilia, non lascia nello spirito immagine alcuna. È in Sicilia che si trova la chiave di tutto» […] «La purezza dei contorni, la morbidezza di ogni cosa, la cedevole scambievolezza delle tinte, l’unità armonica del cielo col mare e del mare con la terra… chi li ha visti una sola volta, li possederà per tutta la vita”. (Johann Wolfgang von Goethe).

 

  1. Ehi grande esperta di politica (sorrido) come sta la politica oggi nel nostro Paese?

Sta sempre peggio, tant’è che ho più volte dichiarato pubblicamente che da ora in poi voterò Partito Animalista (dico davvero). Abbiamo un Renzi che si presentò come “il nuovo che avanzava” e il “rottamatore delle caste”, per poi rottamare i lavoratori e soprattutto le donne. Non hai idea quante siano le donne licenziate perché rimaste incinta, e questo è legale oggi, semplicemente perché si può licenziare senza più nemmeno il bisogno di specificare il motivo, che quindi può tranquillamente essere: perché hai fiatato troppo, perché devi lasciare il posto al figlio di un dirigente che ha perso il lavoro, perché gay o donna incinta. Abbiamo Berlusconi, che ne ha combinata una più del diavolo ma è ancora lì a fare da ago della bilancia in tutti i governi come nelle opposizioni. Abbiamo un M5S che ha tradito TUTTE le promesse fatte al popolo in 10 anni di ininterrotta campagna elettorale. Abbiamo un Salvini, simbolo del dividi et impera più raccapricciante che si sia mai visto, che suona il citofono di un cittadino per diffamarlo pubblicamente, rovinandogli la vita come niente fosse. In qualsiasi Paese civile sarebbe stato cacciato dal partito a calci e costretto a chiudere per sempre con la politica, ma non in Italia. In Italia più si tocca il fondo e più si pescano voti, perché quelli come me, che nuotano in superficie, sono ormai stufi di votare se i politici sono questi. Abbiamo un PD che continua a mostrarsi amante dei maglioni di finissimo cashmere, protettore di caste d’ogni tipo, ma sempre e solo caste. Abbiamo la Meloni, che urla: “Sono una donna! Sono una madre! Sono cristiana!” e però l’inchiesta de l’Espresso sui finanziamenti al suo partito (chi finanzia un partito, prima o poi ne detta anche l’agenda) fa accapponare la pelle, perché dentro c’è anche Scientology, che francamente… Ecco, direi che ormai in Italia i politici sono come i tronisti di Uomini e Donne, sotto tutti gli aspetti. Conta solo chi la spara più grossa ogni giorno per conquistarsi uno spazietto in più nei telegiornali e nei talk show politici, ma questa non è politica! Questa è una soap opera peggio di Beautiful. Amo e m’interesso di politica internazionale. In Italia la politica è morta e pace all’anima sua.

 

  1. Meglio il totalitarismo in salsa cinese o il liberismo stelle e strisce?

Non credo ci siano grandi differenze tra Stati Uniti d’America e Cina, se solo si riflette senza falsi pudori e liberi dalle catene dell’ipnosi collettiva che la propaganda ci impone attraverso i media. E poi c’è l’Europa, non dimentichiamolo. Per capire come stanno le cose nel mondo, non si può più discutere di USA e basta, o Cina e Russia e basta, e nemmeno di Europa e basta, ma necessariamente si deve fare un discorso che abbraccia tutti: USA, Cina, Russia e Europa insieme, ma anche Siria, Turchia, Paesi Arabi e Africa. Il mondo è davvero globalizzato, dalla politica all’economia e ai virus, pertanto la politica di Paesi anche giganteschi, come USA e Cina, non può più essere trattata come si faceva un tempo. La vera politica interna non esiste più, infatti, perché è diventata fortemente “un di cui della politica estera”. Alla domanda “Gli USA sconfiggeranno la Cina?” ho risposto con un post nel mio blog, che linko. Non vanno bene nessuno dei tre modelli imperanti oggi, per me, perché sono tre facce della stessa medaglia. Ognuno dei tre modelli, infatti, alimenta e si regge sugli altri due. Sono come PD, M5S e FI, capisce? O PD, Lega e FI, se preferisce. Uno pensa una cosa, l’altro finge di opporsi e il terzo la realizza per il primo che la voleva. Cambia il governo, si invertono i ruoli ma non il gioco, che resta sempre lo stesso. Non so se è chiaro cosa intendo dire. Neoliberismo, Sovranismo e Totalitarismo sono tre porcherie che si sostengono a vicenda ovunque, anche quando fingono di lottarsi fra loro. Se raschi i fatti, scopri ogni volta come sono anelli di una stessa catena. FI – Lega – FDI – Russia – Cina – Magnati ortodossi – Petrolio – Estremisti Cristiani – USA… Potrei continuare, ovviamente, agganciando agli USA i peggiori gruppi terroristi ed estremisti islamici (Al Qaida, etc.), finché si comprende che una cosa c’è perché ce ne sono altre 10 che la alimentano, pur fingendosi nemici di quella. Neoliberismo, Sovranismo e Totalitarismo hanno portato l’umanità a toccare una delle punte più basse della sua storia. Questo è solo uno dei post in cui esprimo il mio pensiero al riguardo: “Rifiuto il Neoliberismo e il Sovranismo”. Fa riferimento a una meravigliosa prefazione che scrisse il Prof. Diego Fusaro per il mio libro, che linko QUI. Ho deciso di togliere la prefazione dal libro perché, purtroppo, in tanti non hanno compreso che io e Diego Fusaro condividiamo le stesse idee riguardo il Neoliberismo, ma non anche sul Sovranismo e altri temi. Poiché il cervello umano ragiona per etichette, mi si stavano appiccicando addosso etichette opposte ai valori per i quali ho sempre lottato nella mia vita e che porto avanti anche in Cavalier Hak, ovviamente. Nel mio romanzo affronto apertamente il tema del Neoliberismo-Sovranismo-Totalitarismo, compreso quello del Nuovo Ordine Mondiale, perché se la nostra epoca storica è stata ribattezzata “Neofeudalesimo” e “Capitalesimo”, un motivo ci sarà anche. Ecco, nel Medioevo, e più esattamente nel passaggio dall’Alto al Basso Medioevo, troviamo tante spiegazioni su ciò che sta accadendo oggi, perché “corsi e ricorsi storici” non è un detto ma una profonda verità.

 

  1. Dimenticavo che dovevamo parlare di libri. Perché in Italia si legge così poco?

I motivi sono molti. Abbiamo un problema enorme nel nostro Paese, che si chiama “caste”. L’organizzazione sociale a caste professionali si radica nella mentalità italiana nel Rinascimento, con le corporazioni, e non ci siamo più liberati da quella mentalità balorda. Pensi solo al baronato nelle Università, alle licenze sulle farmacie e al numero chiuso sugli studi notarili, per fare i tre esempi noti a tutti. In Cavalier Hak ne parlo, ovviamente, e tanto. Ebbene, una di queste caste è proprio l’Editoria. Il problema si è aggravato moltissimo quando la Distribuzione ha iniziato ad assorbire il grosso dell’Editoria, comprando case editrici una dopo l’altra, e creando una sorta di monopolio. A questo aggiunga i finanziamenti pubblici all’editoria e il fortissimo conflitto d’interessi che ruota attorno a quel mondo, e magicamente scoprirà perché l’Italia è l’unico Paese occidentale marchiato come Paese parzialmente libero. Tutto questo c’entra con la lettura? Beh, sì, perché in un Paese semi-libero come l’Italia, dove l’editoria ha tanto a che vedere con la politica e, ripeto, col mondo delle caste, capisce bene che per continuare a perpetrare questo sistema marcio si deve mentalmente alimentare il popolo con roba di poca o nessuna qualità, e sto parlando proprio di libri e giornali. Non c’è spazio più per niente e nessuno nel mondo letterario, scrittore o giornalista che sia, e questo si riflette con una forma di rigetto della lettura da parte delle persone. D’istinto io non entro in una libreria dove l’intera vetrina è occupata dall’ultimo libro sulle barzellette di Totti e l’ultimo libro di Vespa. Questo accade a tantissimi e nel tempo si trasforma in una strana e orrenda associazione mentale: libri = soldi buttati.

Linko un post dove parlo del Perché la letteratura italiana nel mondo non conta più nulla, ma dentro si trovano anche tante risposte relative alla tua domanda. Pensa alla credibilità che ha il Premio Strega, dove ormai sfacciatamente si parla di turnazione fra le solite 4 case editrici. Pensa ai concorsi letterari, che sono delle beffe, o alla distribuzione che non ha alcun obbligo contrattuale di distribuire, di fatto: non uguale per tutti i libri (numero di copie stampate, numero di librerie nelle quali viene esposto il libro e posizione nelle scaffalature e in vetrina). Capisci che i libri fanno parte di una crisi della cultura che sta vivendo il popolo italiano. Siamo il Paese dove decine di pullman esteri hanno trovato gli Scavi di Pompei chiusi perché mancava il custode, e dove un ministro dell’Economia come Tremonti dichiarò che con la cultura non si mangiava, finché ci siamo trovati con scuole tutte fuori norma e pericolanti. L’immagine di un libro è legata moltissimo all’immagine della scuola e della cultura tutta, ma noi siamo un Paese dove il livello di istruzione della classe politica è molto basso, e questo è il risultato.

I finanziamenti pubblici all’editoria poi (cinema, giornali, libri, riviste, televisioni, editoria online, etc.) sono la rovina, perché l’obiettivo vero non è più fornire buoni prodotti letterari, competere e valorizzare il merito, ma servire a dovere la classe politica, che significa che meno gli italiani leggono e meglio è. Vai alla Feltrinelli o in un grande store di libri stile Feltrinelli e suddividi mentalmente la libreria in reparti. Fai un rapido calcolo delle percentuali di libri presenti al suo interno, come ho fatto io una volta. Vedrai che una parte del negozio comprende i grandi classici, un’altra i best seller di altri Paesi dei quali abbiamo comprato i diritti di traduzione (ma se quegli stessi libri fossero stati scritti da italiani… col cazzo che li avrebbero pubblicati), poi abbiamo una grossa parte di libri scritti da personaggi famosi, anche semplicissimi YouTubers o persone che sono finite in televisione una volta, magari per aver fatto il rutto più lungo d’Italia, e questi sono quelli che invadono come melma le vetrine tra l’altro. Poi trovi uno spazietto per gli scrittori italiani viventi e, infine, i libri “scomodi”, infilati negli anfratti bui e impolverati dello store. Le associazioni LGBTQ hanno protestato mille volte per il fatto che tutti i libri a tematica omosessuale finiscono super nascosti nelle librerie, come ci si dovesse vergognare di tenere quei libri in negozio. In un convegno hanno detto che l’Italia ha un problema serio riguardo la pubblicazione dei libri, perché si pubblicano ancora quasi sempre e solo libri dove i protagonisti sono maschi, bianchi ed eterosessuali. Mai una nera come protagonista, una musulmana o una omosessuale, nel senso che si è ancora legati a stereotipi vecchissimi, morti e sepolti ovunque in Europa, ma non da noi.

E poi c’è la Chiesa. C’entra con la nostra sempre più profonda ignoranza? Assolutamente sì. Tieni conto che mentre il Mein Kampf di Hitler non è mai stato inserito dal Vaticano tra i libri proibiti, all’indice, la Saga di Harry Potter è stata scomunicata da Papa Ratzinger durante il suo pontificato. E poi c’è un altro problema, che i medici hanno battezzato “analfabetismo funzionale”, che significa in poche parole che stiamo diventando tutti dei ritardati mentali. Sempre più i giovani ricordano ciò che leggono solo per pochissimi secondi, come i pesci rossi (9 secondi, per l’esattezza), sicché devono continuamente rileggere i paragrafi precedenti. I giovani non sanno più spiegare cosa hanno letto, non so se capisci di cosa sto parlando. Il problema della lettura sta diventando un problema biologico, perché sta cambiando il modo di funziona del nostro cervello, sotto-sviluppandosi. Dalle ultime ricerche è emerso, addirittura, che i giovani italiani che si diplomano alle scuole superiori hanno una cultura di gran lunga inferiore a quella che qualche decennio fa avevano i loro coetanei usciti dalla scuola media inferiore. Capisci? Giovani a 18 anni che hanno una cultura e capacità intellettive inferiori a quelle che un tempo si avevano a 13 anni, finite le scuole medie. L’uso dei social è davvero una droga spappola-cervello potentissima, e io consiglio sempre di usare i social (tutti insieme) per non più di 5 minuti al giorno. Se vede la mia presenza nei social è tendente a zero non a caso, perché ci tengo alla mia salute mentale e a non unirmi agli analfabeti funzionali. Mi fermo qui, che è già fin troppo triste la mia risposta.

 

  1. Meglio la libertà del self publishing o il “rigore” delle case editrici?

Davvero credi che le case editrici siano rigorose nella scelta dei libri da pubblicare? Sai che il primo libro della saga di Harry Potter fu rifiutato da TUTTE le case editrici inglesi, eccetto una, piccolissima? Questa lo pubblicò esclusivamente perché il libro fu letto dalla figlia dell’editore, che supplicò il padre di pubblicarlo. Il web è pieno ormai delle lettere di rifiuto ricevute da scrittori per libri che sono poi diventati dei classici in tutto il mondo, e molte di queste lettere contengono veri e propri insulti agli scrittori da parte degli editori. Credo che presto nasceranno nuove case editrici, basate su un modello di business nuovo, e questa è la bella notizia. Voglio dire che è anacronistico che agli autori si dia come compenso il 4% o 6% lordo del prezzo di copertina, pagando a carissimo prezzo (almeno il 40% del prezzo di copertina) una distribuzione che spesso non si riceve neanche, perché ormai si ragiona in termini di print-on-demand e i libri pubblicati dalle case editrici non arrivano affatto tutti in libreria, per non parlare degli investimenti in pubblicità che ormai rasentano lo zero, perché c’è il web, che è gratis, e i famosi costi di magazzino e di prestampa, anch’essi precipitati a zero. Pui facilmente trovare libri famosi ma pieni zeppi di refusi, sai? Questo perché le case editrici non curano ormai nemmeno più l’editing come una volta. Puoi trovare libri famosi editati in Italia e che hanno copertine “copiate”, nel senso che la casa editrice non ha nemmeno comprato la licenza in esclusiva delle immagini di copertina o non ha pagato un grafico per creare una copertina unica al mondo. Gli investimenti in traduzione dei libri italiani per la vendita all’estero è pressoché nulla, ma ci apriamo tutti la bocca con la parola “globalizzazione”. La nuova editoria aggiungerà uno zero al compenso agli autori, passando dal 4% o 6% al 40% o 60%, e non potrà più accaparrarsi tutti i diritti su un libro SE quei diritti non li esercita. Intendo dire che la casa editrice che vuole i diritti di Cavalier Hak per tutte le lingue, dovrà impegnarsi a tradurlo e venderlo in altre lingue, altrimenti sta solo castrando il mio desiderio e la mia possibilità di tradurlo in inglese, spagnolo e in qualsiasi altra lingua, come anche venderlo per i fatti miei o tramite altra casa editrice estera. Io non posso tradurlo, loro sì, ma non lo fanno? Non esiste proprio! Capisci come stiamo messi ora? Analogamente vale per i diritti cinematografici. Se la casa editrice li vuole per sé, allora che scriva la sceneggiatura e la proponga alle case cinematografiche, altrimenti lo faccio io e non me lo si deve vietare. Sulle graphic novel, poi, è un casino, perché in Italia manca la normativa. Giuro! C’è uno straccio di normativa sui fumetti che risale a prima della seconda guerra mondiale e lì siamo rimasti. I contratti con gli editori attuali sono mostruosi, praticamente, e sotto ogni punto di vista, perché tolgono all’autore qualsiasi possibilità di investimento sul proprio libro (leggi: figlio). Se la casa editrice decide di mettere fuori produzione un libro, poi, il libro è morto e amen. Ma stiamo parlando di un figlio! E che dire degli investimenti pubblicitari? Insomma, potrei scrivere un libro su questo tema e non è il caso. Credo che il self publishing sia una tappa intermedia verso un nuovo modo di fare editoria, che nulla ha a che vedere con gli editori attuali. Amazon sta indicando chiaramente la via da seguire qual è: l’autore prende il 70% del prezzo sull’ebook e il 60% sul libro cartaceo (tolte le spese e l’IVA), mantiene tutti i diritti commerciali sull’opera e la cambia come e quando vuole. Non parliamo poi della trasparenza sui compensi e notifica real-time degli stessi. Con una casa editrice te lo scordi, mentre invece dovrebbero tutte garantire ai propri autori la medesima reportistica che fornisce Amazon.

Credo che editore e scrittore debbano diventare “soci alla pari” in sostanza. Non è pensabile per me di cedere i diritti di vita e di morte su Cavalier Hak a chicchessia, e infatti mai lo farò. La mia offerta è 50 e 50, e questo vale anche per Mondadori, che significa che tutto ciò che può fare la casa editrice sul mio libro ma non fa, diventa automaticamente mio diritto fare, come le traduzioni, la graphic novel, la sceneggiatura, etc. Quando e solo quando smetteremo di mantenere l’editoria, vedrai fiorire questi nuovi e illuminati editori, che concepiranno i libri come progetti, dove certamente si torna a parlare di rigore nella scelta dei testi da pubblicare, ma anche di visione, creatività e cura meticolosa in tutto. Un esempio di editore che ancora merita, per me, l’appellativo di grande editore, è Sellerio (siciliano). Sellerio stampa persino i libri su una carta particolare, creata appositamente per loro, sai? Ma quando vedo case editrici che sfornano un libro ogni 3 giorni, come fossero pizze – fuori una e dentro un’altra – beh… sono felice di essere l’editore di me stessa. Siamo vicini alla nuova editoria, e quel giorno sarò la prima a sognare che Cavalier Hak venga editato da una delle nuove case editrici che nasceranno. Quando morirà l’editoria attuale, crollerà prima il monopolio della Distribuzione, com’è giusto che sia.

Negli Stati Uniti d’America, per capirci, l’editore spedisce i libri alle librerie usando qualsiasi distributore, e anche più d’uno contemporaneamente, nel senso che non ha alcun vincolo di sorta con nessuno. In Italia funziona così, secondo te? Beh, purtroppo no. La distribuzione è praticamente un monopolio, eccezion fatta per Sellerio, che usa una distribuzione propria, e pochissime altre case editrici. Per il resto si è in regime di semi-monopolio. Capisci quante risorse vengono succhiate a chi davvero crea valore aggiunto nella catena del valore da parte di chi apporta fra tutti il più basso valore? Ed ecco che l’autore finisce per avere il 4% o 6% del prezzo di copertina, per via della distribuzione.

 

  1. Come sta Pante?

Che bella domanda! Sta bene, grazie. Il mio gattone è una femminuccia di 15 anni che amo come una figlia, davvero. Nel romanzo ho chiamato “Pante” il Re dei Felini, ma in realtà Pante è la colomba di Hak, che nel libro si chiama Giada. Gli animali sono tre spanne superiori a noi umani in tutto, a cominciare dalla capacità di amare. Io sono per la presenza degli animali nei luoghi di lavoro, la sistemazione di canili e gattili al fine di renderli luoghi il più possibile caldi e amorevoli, e per l’assunzione di dipendenti pubblici nei gattili e nei canili. Sono per l’iscrizione nello stato di famiglia degli animali, per il libero accesso degli animali in qualsiasi luogo e per l’abolizione dell’uso degli animali nei circhi e negli zoo. Non parliamo poi della vivisezione perché è l’orrore più spaventoso che gli umani stanno compiendo su questa Terra, almeno per me. Sono per la creazione di ambulatori veterinari pubblici, cliniche veterinarie pubbliche (la mutua animalesca, insomma) e la crescita dei bambini con gli animali. Gandhi diceva bene: “La grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali”.

 

  1. E come sta Cavalier Hak?

Cavalier Hak è nel bardo e sta bene, grazie. Aspetta di reincarnarsi. Da qualche giorno sto studiando lo sterminio delle civiltà Incas e Azteca da parte degli Spagnoli, i conquistadores e l’età dell’oro della pirateria. Temo che rivedremo Hak come pirata.

 

  1. Chi è Hak? Forse sei tu?

Certamente. Come sono Mercuria, Settimo, Veronico, Ortensio e Serio. Sono Pante, Krho e la reginetta Vicky. Sono Marlem, Alexandra e Valerie, come sono il banditore e il giullare, il camaleonte grigio e la manticora. Sono tutti i personaggi del mio romanzo, eccetto Lucas e le rane lecchine. Sono anche Innocente? Certamente sì, una parte di me lo è, perché 2000 anni di soprusi subiti dalla Chiesa Cattolica sono entrati nel sangue di tutti noi, che ci piaccia o no. Pirandello aveva capito da tempo che noi siamo “uno, nessuno e centomila”, ma la psicologia non ha capito Pirandello. Ancora tanti psicologi parlano di un inconscio fatto da un Io governo e tante sub-personalità da comandare, ma io posso assicurarti che non è così che funziona il nostro inconscio.

 

  1. Ti senti più vicina ad Hak o alla strega Mercuria? (sorrido)

Dentro di me c’è anche una strega simpatica e saggia come Mercuria. La forza straordinaria e la saggezza irriverente di Mercuria vengono in realtà da mia madre, ma ora fanno parte di me a tutti gli effetti, e ne sono fiera.

 

  1. Quanto c’è di attuale nella tua storia fantasy?

Chi legge il libro scoprirà che è un fantasy incredibilmente attuale. Tantissime cose che stiamo vivendo oggi sono nate nel Medioevo e ce le portiamo dietro, una finanziaria dopo l’altra e un governo dopo l’altro, secolo dopo secolo. Possiamo anche andare su Marte, ma resta il fatto che siamo rimati incagliati in retaggi mentali mostruosi, dei quali dobbiamo liberarci il prima possibile se vogliamo riprendere la nostra evoluzione umana. Un brevissimo elenco delle metafore presenti in Cavalier Hak: gli straordinari gratuiti (le corvée), il licenziamento senza giusta causa (incastellamento), la corruzione, le caste e i privilegi, le ingiustizie sociali, la disparità uomo-donna, la gogna (linciaggio oggi nei social), la distruzione dell’ambiente, gli organi sovranazionali (prima religioso, oggi finanziario, ma è uguale il concetto), l’evasione fiscale e mille, mille altre cose davvero. Si trova tutto in Cavalier Hak, e si capisce come tutto sia nato nel periodo di passaggio dall’Alto al Basso Medioevo e nel Rinascimento. Da allora non ce ne siamo più liberati. Il mio è anche un libro fortemente politico, è evidente, di condanna della società attuale, ma ogni tema lo tratto con la stessa dolcezza e leggerezza con la quale Roberto Benigni ha trattato il tema dei campi di concentramento tedeschi.

 

  1. Nella nostra società qual è il male?

Per me è sempre lo stesso: ragionare in termini religiosi, o meglio, ragionare come fanno le tre grandi religioni monoteistiche (cattolica, ebrea e musulmana). Sono ancora e sempre le religioni che creano guerre, odi, separazioni e soprusi d’ogni tipo nel mondo, ora come sempre. L’epoca storica che ho trattato in Cavalier Hak (dal 1000 alla fine del 1400) vede la religione al centro di tutto. Ora sto studiando il 1500 a il 1600, e scopro che anche questi due secoli sono stati segnati da guerre di religione: fra cattolici e protestanti, nello specifico. Ma anche oggi è così: i principi religiosi aizzano gli uni contro gli altri su qualsiasi tema. Pensi davvero che la donna possa raggiungere la vera parità con gli uomini fino a che esisteranno religioni come quella cattolica, ebrea e musulmana? Pensi che esisterà mai la vera parità di diritti per gli omosessuali in una società dove il Papa di ritorno da un viaggio dichiara ai giornalisti di tutto il mondo: “Se avete un figlio omosessuale portatelo dallo psichiatra”? O pensiamo che si possa sconfiggere la mafia senza che il Papa abbia il coraggio di presentare alla magistratura l’elenco dei conti correnti sporchi nascosti allo IOR? Pensiamo che si possa creare il bene in una società dove ancora si discute se dare o meno la comunione ai divorziati, tutelare le famiglie tradizionali e vietare di parlare a scuola delle coppie omosessuali? Se segui, come ho fatto io, un corso di Kabbalah in internet (in spagnolo), tenuto da un “estremista ebreo” – così l’ho definito io – ascolterai cose altrettanto raccapriccianti sulle donne, sai? La donna, secondo certi “maestri kabbalisti”, non ha nemmeno il diritto di rivolgersi direttamente a Dio in prima persona, ma solo per interposta persona, cioè è un uomo che deve parlare a Dio per conto suo. Ecco, non parliamo poi degli estremisti islamici, no? Ma ora ci sono anche i nuovi estremisti cristiani, lo sapevi? Sono ricchissimi, più di quanto si possa immaginare, stanno negli Stati Uniti e cooperano per certi versi con gli estremisti ortodossi russi. Non so se hai seguito il caso del Russiagate che ha coinvolto la Lega e Salvini/Savoini, ma in quel servizio Report mostra chiaramente che sta succedendo qualcosa di inquietante e pericoloso tra le fila dei nuovi estremisti cristiani. Un servizio di Atlantide ha approfondito mesi dopo la cosa. Voglio dire: non so tu, ma io sono stufa marcia dei crociati, perché non mi sembra che seminino pace, ma solo guerre orribili, in un continuo scontro fra tutti. In America gli estremisti cristiani hanno già ottenuto in due Stati la condanna per omicidio (leggi: 40 anni di galera) per le donne che abortiscono, anche se rimaste incinta a causa di uno stupro, sai? Altri due Stati stanno discutendo quella stessa schifosissima legge. Ecco, se negli Stati Uniti accade questo, ma anche la carneficina dei neri ad opera di poliziotti che prenderei a calci in culo fino al Polo Nord e lì li lascerei a regolare per sempre il traffico dei pinguini, direi che abbiamo ben poco da fare le pulci ai russi e ai cinesi.

 

  1. Qual è il tuo sogno? Cosa c’è scritto nella pergamena del tuo futuro?

Nel capito 11 del Libro Secondo di Cavalier Hak c’è una scritta sul pavimento della stanza della strega Mercuria. Per l’esattezza c’è incisa una piramide, alla base della quale vi sono scritte le seguenti parole: Volontà, Immaginazione, Conoscenza, Segreto. Al vertice della piramide c’è scritta la parola Potere. Per rappresentare al meglio Mercuria nelle ambientazioni e nei rituali ho studiato approfonditamente la religione Wicca. Ebbene, quelle quattro parole alla base della piramide sono le parole d’ordine per la realizzazione di qualsiasi sogno. Volontà= Desiderio, Immaginazione=Concentrazione profonda ed esclusiva sul sogno, Conoscenza=Sacrificio, studio e lavoro per realizzarlo. E, infine, Segreto. Se vuoi il POTERE di realizzare il tuo sogno non dimenticare di tenerlo SEGRETO a tutti.

 

  1. Concludi tu…. spazio libero.

Concludo con un augurio a tutti: di salute e ritorno a una vita piena e senza più pandemie in giro, il prima possibile. Auguro a tutti di cambiare davvero dentro, soprattutto ai potenti e ai governanti, che ad oggi mostrano solo di essere peggiorati, bruciando l’occasione d’oro che il corona-virus aveva donato loro. Grazie di cuore per l’intervista.