Cristianesimo è una parola che vuol dire tutto e niente

In Quor di Hagar by Hagar Lane

DOMANDA: Il cristianesimo è una esperienza di assoluta interiorizzazione, perché alla fine è il singolo che giudica al di là della comunità e della folla?

La tua domanda è interessantissima perché mostra come gran parte degli italiani non sappiano ancora cosa sia il cristianesimo. Vediamo se è vero, analizzando ogni singola parola della frase.

  1. CRISTIANESIMO. Quando si parla di cristianesimo si sta implicitamente pensando al cattolicesimo? Allo Stato Città del Vaticano? Si sta pensando alle originarie forme di cristianesimo, fatte di una moltitudine di piccole religioni di tutti i tipi o si sta pensando al cattolicesimo che si è andato formando nei secoli per mano dei Papi e che sempre più lontano è da ogni parola proferita da Cristo? Cristiano è anche un valdese, che crede nella totale parità uomo-donna anche nelle istituzioni religiose, dove spesso il capo della chiesa è una donna, dove non ci sono suore e preti con mansioni e poteri totalmente diversi (le donne dicono messa come gli uomini) e men che mai c’è una forma di discriminazione verso gli omosessuali. Cristiani sono anche gli ortodossi, che nacquero da una scissione di quello che chiamiamo cristianesimo, ma che è il cattolicesimo in realtà, perché rifiutavano la creazione del Purgatorio da parte del Papa, che il Papa si ergesse a rappresentante di Dio in terra, che si vendessero le indulgenze per decidere in Terra chi far entrare in Paradiso, che qualsiasi uomo di chiesa si ergesse a intermediario fra altri uomini come lui e Dio. Tutti gli orrori che sono stati fatti nei secoli sono stati fatti dai cattolici, non dai cristiani! Spessissimo si usa la parola “cristiani” e io dico sempre che non ha senso, perché fra i cattolici e tutte le altre religioni cristiane ci sono differenze enormi, tant’è che i cattolici hanno fatto le crociate contro musulmani, ebrei e pagani, ma anche contro tutte le altre religioni cristiane, ritenute altrettanto eretiche rispetto all’islam e all’ebraismo. Ecco che parlare di cristianesimo senza specificare bene a quale pezzetto di cristianesimo ci si sta riferendo è come parlare di capre e cavoli insieme. Quando io penso al cristianesimo, infatti, istintivamente penso ai valdesi e non ai cattolici, ma fra i due c’è un abisso e non possono essere considerate insieme nello stesso calderone. E se con cristianesimo si fa riferimento al Nuovo Testamento e a Gesù, giacché ogni religione cristiana rappresenta il cristianesimo in modo diverso, ecco che sorge un altro problema: non si può considerare il Nuovo Testamento e non anche il Vecchio Testamento, giacché la Bibbia è l’unione di quei due libri insieme. Ecco che chi si definisce Cristiano, ma è cattolico in realtà e unisce in cuor suo cattolicesimo-cristianesimo-Vaticano in un tutt’uno, dovrebbe spiegare perché crede nel Vecchio Testamento, e prima ancora sapermi dire cosa c’è scritto nel Vecchio Testamento. Tutti sappiamo che oltre i 95% dei cosiddetti cristiani (leggi: cattolici) non ha la minima idea al riguardo. È come se tutti per millenni giurassimo di credere nei Promessi Sposi senza averli mai letti, senza conoscerne trama e personaggi, e però ci ergiamo nel mondo a detentori massimi del Verbo sui Promessi Sposi e persino su Manzoni.
  2. ESPERIENZA. Il Cristianesimo NON è un’esperienza, ma un totale atto di fede, dalla prima all’ultima parola. Ricordo a tal riguardo che il primo condannato per eresia fu Ario, e lo è stato durante il Concilio di Nicea, ad opera dell’imperatore Costantino. Non appena, cioè, la religione cristiana fu eretta a religione dell’impero, ecco che sono iniziate le persecuzioni verso le originarie idee cristiane, e impero e chiesa cattolica insieme hanno iniziato a stravolgere il cristianesimo, facendone di fatto l’arma necessaria per tenere unito l’impero sotto un unico imperatore (era questo il timore di Costantino, ormai conclamato dagli storici: per mantenere il potere su un immenso popolo serviva una religione che dominasse su tutte). Ario sosteneva che il Figlio non fosse della stessa sostanza del Padre (i cattolici lo ripetono questo nella preghiera del Credo, che per definizione non è esperienziale, ma unicamente fondata sulla fede), e fu bandito da Costantino per quella affermazione che fino a prima del Concilio di Nicea non sconvolgeva nessuno. Il Buddismo è una tradizione fondata sull’esperienza, tant’è che i buddisti tibetani affermano con forza che non si deve credere a niente, ma vivere le cose che loro propongono, e solo se si constata che funzionano davvero… ritenerle vere. Non prima! Ma solo dopo che le hai vissute e sperimentate.
  3. ASSOLUTA. Il cristianesimo non ha nulla di assoluto, purtroppo. A dimostrazione di ciò evidenzio come la Bibbia sia un testo modificato e corretto a proprio uso e consumo di anno in anno, e tutt’ora avviene. Non esiste una sola Bibbia, infatti. Una cosa che moltissimi non sanno è che esistono centinaia di versioni diverse della Bibbia, e che ogni anno escono decine di diverse revisioni della Bibbia. Perciò di che assolutismo stiamo parlando se già il testo sacro di base è continuamente modificato anche ai giorni nostri? Assoluto è forse il buddismo, poiché Buddha, saggiamente, chiese 2600 anni fa che i suoi seguaci imparassero a memoria le sue parole. Questo fece si che dopo la sua morte i suoi discepoli, sparsi per il mondo, scrivessero senza saperlo le stesse identiche parole dette dal Buddha in vita. Quelle parole non furono mai modificate per 2600 anni. Ecco che nel caso del buddismo possiamo dire di avere un testo integrale della tradizione buddista, ma giammai nessuno farebbe un’affermazione simile riguardo il cristianesimo, perché si sono già contate centinaia di migliaia di tagli, cattive traduzioni, modifiche e revisioni fatte alla Bibbia.
  4. INTERIORIZZAZIONE. Faccio un’enorme fatica ad interiorizzare concetti come questi: Il Papa è il rappresentante di Dio in Terra, i Vescovi sono i rappresentanti di Gesù in Terra, con la confessione un uomo peggio di me ha il potere di assolvermi dai peccati, esiste il Purgatorio dove si viene torturati per i propri peccati tipo Santa Inquisizione, esiste l’Inferno dove mio Padre potrebbe spedirmi per l’eternità, Gesù è nato per opera dello Spirito Santo, la Maddalena non era il primo apostolo di Gesù, Eva è nata da una costola di Adamo e rappresenta il male in Terra (ricordo a tal riguardo che il velo per le donne fu introdotto dalla Chiesa Cattolica, giacché si pensava che il Diavolo si attaccasse ai capelli delle donne. I musulmani hanno copiato e perpetrato l’uso del velo, che però è un’orrenda invenzione della Chiesa Cattolica). Faccio fatica a credere che Gesù sia rappresentato degnamente da una Chiesa che vive nel lusso più sfrenato che si possa immaginare, che il Bene e il Male siano scissi anche nell’aldilà, dove regnerebbe un principio di dualità identico a quello che c’è in questa dimensione terrestre, o che gli animali non abbiano anima, come sostenuto da Ratzinger durante il suo papato. Faccio fatica a vedere come santi tutti i Papi della storia, compreso Papa Giovanni Paolo II, specie dopo aver letto il libro di Nuzzi “Vaticano S.p.A.”, che parla di quel Marcinkus, braccio destro del Papa, che ne ha fatte di tutti i colori e il cui padre era l’autista di Al Capone. Ricordo a chi non lo sapesse che è di Marcinkus l’invenzione allo IOR dei conti correnti segreti, tutti con nomi falsi di opere pie, per la gestione dei soldi provenienti dalla corruzione dei politici e quelli sporchissimi della mafia. Potrei continuare per giorni. Ecco, tutta questa monnezza di ideologia costruita nei secoli mi fa fare molta fatica a interiorizzare cosa sia il cristianesimo, perché per interiorizzarlo devo prima scavare nel mio cuore un tunnel di km in mezzo a quella piramide di porcherie e falsità che la Chiesa Cattolica ha creato, e che nulla hanno a che vedere con Cristo, sebbene essa si erga a somma maestra degli insegnamenti di Gesù. Gesù, solo per dirne una, affidò a Giovanni e alla Maddalena il compito di diffondere la sua Parola nel mondo, ma la Maddalena è definita erroneamente una “puttana” nel Vangelo, e il Vangelo della Maddalena è marchiato come apocrifo, nonostante tutti gli studiosi del mondo convergano nel pensare che la Maddalena fosse il primo apostolo di Gesù. Famoso è divenuto il passo in cui Pietro invidia la Maddalena perché detentrice di alcuni segreti che Gesù confidava solo a lei, considerandola l’unica in grado di comprenderli. Perciò di cosa stiamo parlando? Come posso interiorizzare facilmente la verità del cristianesimo celata sotto una montagna di fandonie e orrori d’ogni tipo?
  5. ALLA FINE. Non c’è una fine. In origine anche i cristiani credevano nella reincarnazione, esattamente come i buddisti. Non c’è un principio e non c’è una fine, perché oltre questa dimensione terrestre il tempo non esiste, passato presente e futuro convergono, e vanno da – infinito o + infinito, proprio come la matematica stessa contempla che possa accadere nei limiti, che quindi limiti non sono. Se per fine si pensa all’Apocalisse, beh, in tal caso ci sarebbe un Dio che viene a giudicare i vivi e i morti, pertanto la religione cristiana si oppone già al principio che dichiari tu alla fine della tua domanda, quando dici che ognuno giudica da se stesso. Ecco, secondo il Cristianesimo, chi giudicherà sarà questo potentissimo Dio, che fra le sue punizioni contempla però, stranamente, le stesse che solo un Diavolo può concepire. Se così fosse, allora Dio ha nella sua mente anche il male più orribile, dal momento che se non hai dentro di te certi pensieri e desideri non puoi nemmeno agirli.
  6. GIUDICA. Questa è l’ultima parola chiave contenuta nella domanda, e forse la prima per importanza. Il Vecchio Testamento parla di un Dio che verrà a giudicare i vivi e i morti, ma Gesù nel Vangelo dice chiaramente “non giudicare e non sarai giudicato”. Ecco che tutte le più antiche tradizioni e tutta la psicologia moderna hanno compreso e spiegato che in realtà il giudizio è la struttura mentale più rappresentativa dell’Ego, la più lontana dal Bene, quella che più ci infelicita. Un banalissimo discorso logico fa comprendere ciò: Se Dio giudica, come può non essere scisso, duale, Egli/Ella stesso/a? Se giudico è segno che separo con un taglio netto ciò che è bene e ciò che è male, il giusto e l’ingiusto. Ma come può giudicare con equità un antico romano, un indigeno dell’Amazzonia, una persona della Corea del Nord e un italiano dei giorni nostri? È chiaramente impossibile, proprio perché ciò che è giusto e ingiusto varia nel tempo e nello spazio continuamente, poiché è un costrutto umano assolutamente falso, o non varierebbe se fosse vero. Quando l’anima emerge sull’Ego la prima cosa in assoluto che si nota è che il giudizio cessa nella nostra mente, verso tutto e tutti. Per i buddisti il giudizio è frutto dell’ignoranza. Anche per Gesù lo era, che sulla croce chiede a Dio di perdonare i suoi carnefici perché non sapevano quel che facevano. Ecco che il giudizio è quanto di più lontano possa esserci dall’anima.