Cavalier Hak & Hanabi: Recensione

In Cavalier Hak by Hagar Lane

Oggi è un giorno speciale per me. Qualche settimana fa scrissi ad Hanabi Blog Recensioni, chiedendo se fossero interessati a leggere e recensire il mio romanzo, Cavalier Hak. Già la risposta che mi diedero mi fece capire che tipo di persone componesse il team di quel Blog Letterario, perché fu, testualmente: “Ne saremo onorati”. Capite bene che una come me ha subito pensato che quella era una frase alla Hak! Ho sorriso a lungo leggendo quella risposta d’altri tempi, cavalleresca, che profumava di buono anche a distanza.

Dopo qualche settimana, e cioè un paio di giorni fa, mi è arrivata un’email di Martie J., la ragazza che ha letto il mio romanzo. Nell’email c’era allegata la sua recensione. In cuor mio l’ho nominata mia beta reader per il prossimo libro che scriverò.

Oggi è stata pubblicata la recensione nel loro sito. Fare click sul link per leggere la Recensione a Cavalier Hak nel Blog di Hanabi o, se preferite, leggetela qui di seguito. La riporto per intero anche qui, perché questa recensione rappresenta, per me, il completamento e coronamento della prima parte di viaggio compiuta da Cavalier Hak. Sto parlando della pubblicazione del Libro Primo in inglese, della pubblicazione della 2 Edizione di Cavalier Hak in italiano, rivista e corretta fin nelle minuzie durante i mesi del lockdown e, importantissimo, delle due nuove cover, che finalmente sono come le desideravo. Per chiudere in bellezza la prima fase del viaggio e aprire con rinnovata energia la seconda, che vedrà come primo step la pubblicazione del Libro Primo di Cavalier Hak in spagnolo, mancava solo una recensione nella quale leggere quello che ho sempre sognato che un lettore scrivesse. Le parole di Martie sono le parole che aspettavo da tempo, e sono arrivate, finalmente.

In famiglia ho sempre ripetuto, come un mantra, che Cavalier Hak diventerà una serie di 2 film. Fino a oggi ho pensato che, forse, solo io leggevo Cavalier Hak vedendo scorrere le scene davanti a me come fosse un film, ma oggi, magia… magia, non sono più sola. Siamo in due: io e Martie. E se siamo in due, è fatta, perché due chiama tre e tre chiama quattro, finché Cavalier Hak finirà nelle sale cinematografiche. In questa vita o post mortem, poco m’importa, francamente, ma so per certo che accadrà.

Chi è Martie? Non ne ho la minima idea. Di lei so solo ciò che leggete sopra. Una cosa è certa: non tutti i recensori scrivono usando la lingua italiana magistralmente come fa Martie, e questo non è da poco.

Andiamo alla recensione ora, dove metterò in grassetto le frasi che sono, per me, veri e propri fuochi d’artificio.

Cavalier Hakè un romanzo decisamente fuori dal comune, un fantasy innovativo che tratta tematiche di un certo spessore ma sempre con la giusta dose di leggerezza. Tra la disuguaglianza di diritti fra uomini e donne, la negazione di poter professare liberamente qualsiasi religione e la disparità di accesso all’istruzione, questo libro – diviso in due volumi – sembra affrontare molti dei problemi che tutt’oggi riscontriamo nel nostro mondo e la maniera attraverso cui lo fa è sicuramente il suo maggiore punto di forza.

“Il giorno che mi obbligheranno ad appartenere a un drasco smetterò di essere un cavaliere e mi unirò ai ribelli della foresta”

Quello che potrebbe sembrare un semplice fantasy storico cela, invece, dentro di sé un potenziale senza eguali e durante la lettura non si può fare a meno di paragonare le vicende di cavalier Hak, la protagonista, con quelle che molti di noi hanno provato o stanno provando sulla propria pelle, come la tipica disparità di genere tra uomini e donne. Soltanto nel Drasco delle Scienze, dove regna Hak nel Libro Secondo, tutti possono accedere all’università e non ci sono divisioni di sorta, visto che ognuno può guadagnarsi il proprio posto nella società semplicemente studiando e affermandosi come persona; chiunque può professare liberamente la propria religione; e non ci sono schiavi, perché ogni cittadino provvede singolarmente alla costruzione di una comunità giusta. Può sembrare un mondo utopico, impossibile da raggiungere, ma cavalier Hak vi dimostrerà il contrario.

“La foresta era il luogo per perdersi o ritrovarsi, vincere o rimanere sconfitti, godere dell’incontro con la natura selvaggia o impazzire. Per Hak la foresta era l’oscurità che avvolgeva il suo cuore, l’umidità appiccicata sui suoi sogni devastati di punture d’insetti.”

Hak è un cavaliere donna che accompagnerà il lettore in avventure sensazionali ed emozionanti. Grazie alla sua forza d’animo, al suo coraggio e ai suoi giusti ideali, ogni figura negativa presente nei due volumi verrà a suo modo “sconfitta”, in vista di un futuro migliore per tutti gli uomini, le donne, i bambini e gli animali che abitano nei Regni. Hak dimostrerà e scoprirà insieme al lettore che ciò conta veramente, alla fine di tutto, è l’unica forza che non può essere mai battuta: l’amore.

«La verità è spesso trafugata e mascherata, Cavalier Hak, quando non stuprata e arsa al rogo come una strega. L’unica cosa che possiamo fare è lottare per difendere la verità anche con le nostre vite, come stiamo facendo. Ma voi avete ragione, la verità è dipinta sui muri, scolpita nel marmo e scritta sulle pergamene, e ognuno la dipinge, scolpisce e descrive come vuole. Ai posteri il compito di riconoscerla in mezzo a tante menzogne.»

L’ambientazione è perfetta e il merito è indubbiamente dell’autrice, che ha svolto davvero un ottimo lavoro a riguardo. La sua scrittura è fluida, piena di dettagli e unica, tanto da darti l’idea di star vivendo all’interno del romanzo stesso. Le descrizioni hanno un ruolo predominante all’interno di tutta la narrazione, ma non appesantiscono in alcun modo l’andamento della lettura, anzi, la arricchiscono e perfezionano ancora di più.

È stata sicuramente la prima cosa positiva che ho notato, la seconda invece riguarda i dialoghi, talmente meravigliosi che sembrano volerti sempre lasciare qualcosa. Non saprei come spiegarlo meglio, ma non avevo mai letto niente di simile prima d’ora: le immagini descritte mi passavano davanti agli occhi come se stessi guardando un film e questo è sicuramente dovuto alla profonda ricerca che l’autrice ha svolto prima di scrivere il romanzo, rendendolo stilisticamente perfetto. Ad un certo punto ricordo di aver pensato “Più medievale di così non si può!” ed è proprio la frase che userei per convincere qualcuno a leggerlo, perché se state cercando una storia ambientata in questo preciso periodo storico, con i giusti termini messi al posto giusto, “Cavalier Hak” fa sicuramente al caso vostro.

Il materiale di studio utilizzato da Hagar Lane è presente verso le ultime pagine del libro: si tratta anche questa di una novità, mai vista prima, ma decisamente utile visto che conferma quello che già si può intuire dopo aver letto i primi capitoli, cioè che dietro la semplice stesura c’è stato un lavoro ancora più grande e complesso di meticoloso studio e approfondimento. Una scelta che, sinceramente, apprezzo e approvo con tutto il cuore, visto ciò che ne è uscito fuori: un fantasy ambientato in un’altra epoca che però non è mai sembrata più vicina di così.

«Ovunque c’è vita c’è anche oscurità: nell’infinità dei cieli, nelle viscere della terra, negli abissi del mare e persino dentro di noi.»

L’unica nota dolente, a mio avviso, è stato il non essere riuscita a familiarizzare con i vari personaggi come avrei voluto. Non tanto per la quantità di personaggi, per l’appunto, e di creature di cui facciamo la conoscenza capitolo dopo capitolo e che compaiono man mano che si prosegue con la lettura, quanto piuttosto per il fatto che mi sono sembrati troppo piatti. Mi sarebbe piaciuto, infatti, entrare in rapporto con cavalier Hak e con i suoi sentimenti, perché più che non capirli non sono riuscita a sentirmeli addosso. I personaggi, seppur agendo consciamente, mi sono sembrati al pari di automi e non sono stati in grado di lasciarmi alcuna sensazione addosso. Con il giusto approfondimento, che invece c’è stato per tutto il resto, sicuramente sarebbe venuto fuori un romanzo perfetto, con personaggi che caratterizzati a tutto tondo avrebbero reso l’intera storia molto più emozionante.

Ringrazio infinitamente l’autrice per avermi permesso di conoscere e di leggere questa meravigliosa perla. Per quanto mi riguarda si è trattata di un’esperienza unica e molto appagante, come solo un buon libro sa essere. Perché va bene leggere per svagarsi, di tanto in tanto, ma un ottimo romanzo deve saperti lasciare anche qualcosa dentro e “Cavalier Hak” lo ha sicuramente fatto.