Cavalier Hak & Verso il Nadir: Intervista

In Cavalier Hak, Interviste by Hagar Lane

Ringrazio molto Roberta Baroni per l’intervista fattami nel suo blog, “Verso il Nadir”. Mi sono state fatte 13 domande, utili anche per sapere qualcosa di più di me e di Hak. Potete cliccare sull’immagine sotto e leggere l’intervista direttamente nel blog di Roberta, oppure leggerla qui si seguito.

 

1. DOVE È AMBIENTATA LA STORIA?
Essendo Cavalier Hak un fantasy, l’ambientazione è un mondo fantastico, ma che ognuno può associare al proprio Paese, a ben vedere. Questo perché il mio è un fantasy-storico, perciò l’idea è far immergere il lettore nella storia, ma al tempo stesso nella fantasia e, grazie alle metafore, elaborare il presente.

2. CHE ARCO TEMPORALE RICOPRE LA STORIA E IN CHE EPOCA È AMBIENTATA?
Nel caso del mio romanzo questa è una di quelle domande alle quali non si può rispondere con una data secca. Cavalier Hak si compone di due libri e in entrambi ho fatto una cosa che dal punto di vista letterario è giustificata solo dal fatto che è un fantasy. Dal punto di vista scientifico, però, ciò che ho fatto è una realtà più vera della realtà percepita, dove lo spazio ci appare come fisso e il tempo che scorre lungo una retta unidirezionale. In Cavalier Hak ho contratto lo spazio e il tempo, cosa che dico a inizio del Libro Secondo, quando scrivo: “In questa storia il tempo è contratto e lo spazio condiviso”. Poiché Einstein ha dimostrato che il tempo è la quarta dimensione spaziale, e che non esiste tempo senza spazio e spazio senza tempo, ma esiste solo spazio-tempo, ho pensato bene di far convivere due anni ogni volta, ognuno dei quali simbolo di un periodo storico ben preciso. Così nel Libro Primo convivono l’anno 1000 e il 1200. Nel 1000 vivono i Regni e siamo nell’Alto Medioevo, mentre nel 1200 vivono i Draschi, e siamo nel Basso Medioevo. Ecco, per mostrare come la società è cambiata nel passaggio dall’Alto al Basso Medioevo, ho preso quei due mondi, lontani nell’asse temporale lineare da noi percepito, e li ho avvicinati tanto da farli convivere. Analogamente il Libro Secondo è ambientato nel 1220 e nel 1480, per mettere a confronto i Draschi del Basso Medioevo con i nuovi Regni del Rinascimento. Ho fatto così non solo perché la Fisica Quantistica ha dimostrato che si può andare avanti e indietro nel tempo esattamente come facciamo nello spazio, ma anche perché nell’inconscio tutto converge davvero, cioè passato, presente e futuro convergono e lo spazio è percepito come unico e puntiforme, ma nel quale c’è dentro tutto.

3. CI DICI QUALCOSA SUL PROTAGONISTA?
Il protagonista è Hak, che volevo incarnasse l’eretica, nel senso più bello del termine, perché “eretico” significa “colui che sceglie”. Hak è una donna che incarna valori di uguaglianza e giustizia, e che al centro della vita sociale mette la cultura e il merito. Anche nel Drasco delle Scienze governato da Hak vi sono le regole, ma rette da principi di libertà e amore forti. La personalità di Hak si rifà a quella di Federico II di Svevia (Stupor Mundi), e alcune azioni che Hak compie sono state realmente fatte da Federico II, imperatore incredibilmente più moderno di tanti governati di oggi. Ad esempio la lettera che Hak scrive ai re Draschi è pressoché identica a quella scritta da Federico II agli imperatori del mondo per esortarli ad opporsi al dominio della Chiesa Cattolica per le evidenti contraddizioni riguardanti il binomio Dio-Denaro. Alla fine Hak è diventata un misto ben equilibrato di me e Federico II di Svevia 🙂

4. QUANTO C’È DI TE NEI TUOI PERSONAGGI?
Tutto. Ogni personaggio vive in me, come effetto del mio inconscio personale e di quello collettivo. Quando si scrive non lo si capisce subito, ma dopo mesi di riflessione sul proprio romanzo si riconoscono perfettamente le parti di sé personificate dai vari personaggi.

5. CI SPIEGA IL TITOLO “CAVALIERE HAK”?
Ho scelto quel titolo pensando al Don Chisciotte della Mancia. Il titolo vero è: “El Ingenioso Hidalgo Don Quijote de la Mancha”, che tutti conoscono come “Don Chisciotte”. Ecco, sentendomi molto vicina a Miguel de Cervantes per storia personale e artistica, il mio romanzo non poteva che intitolarsi “Cavalier Hak”.

6. UNA CITAZIONE DEL LIBRO, OPPURE LA TUA FRASE PREFERITA?
Non m’inchino dinanzi agli Dei, ma creo con Loro un mondo migliore”. Questa frase è uno dei fondamenti della cultura pagana, e io trovo che sia una frase stupenda, perciò l’ho inserita nel mio romanzo in ben due punti, e fa riferimento alla mia strega, Mercuria, chiaramente.

7. HAI FATTO RICERCHE O TI SEI DOCUMENTATA PER SCRIVERE IL LIBRO?
Tantissimo. Volevo che la mia opera prima fosse un romanzo ineccepibile dal punto di vista storico. In realtà i miei studi non hanno riguardato solo il Medioevo e il Rinascimento, ma anche L’Arte della Guerra di Sun Tzu, ad esempio, che ho applicato in tutte le battaglie presenti nel mio romanzo, riportando nel Materiale di Studio presente a fine libro quale stratagemma usavo volta per volta. Ho studiato molta psicologia analitica, ma anche filosofia e simbolismo. Cavalier Hak è il concentrato degli studi di una vita, a 360 gradi.

8. AVEVI IN MENTE GIÀ TUTTA LA STORIA, OPPURE SI È EVOLUTA STRADA FACENDO?
Non avevo in mente nulla di quanto ho scritto, nemmeno una parola. La storia è sgorgata da sola: trama e personaggi. L’unica cosa che ho fatto è stata di non censurare mai nessun personaggio, chiunque fosse e qualsiasi cosa dicesse o facesse. Quando è apparso Serio, ad esempio, ho pensato: “E questo qui che cavolo c’entra con la storia? Lo tolgo?”. Naturalmente non l’ho tolto e al momento giusto ha svelato tutta la sua importanza. Con la mente ho affinato le scene, curato le ambientazioni fin nel più piccolo dettaglio, sintetizzato al massimo le parole nei dialoghi, ma personaggi e trama si sono creati da soli.

9. HAI PENSATO DI SCRIVERE UN SEGUITO?
Ci sto pensando. Cavalier Hak l’ho ambientato nell’Alto Medioevo, nel Basso Medioevo e nel Rinascimento. Per mesi mi sono bloccata pensando che il ‘700 non è un’epoca storica che mi intriga più di tanto, non al momento. Solo ultimamente è avvenuto lo sblocco e ho iniziato a studiare, perché ho pensato che prima del ‘700, in realtà, c’è il 500 e il ‘600. È vero che l’epoca barocca è un’epoca di poco o nessun fascino (per me, ovviamente) e per tale ragione pensavo al ‘700, ma il ‘500 e il ‘600 sono anche gli anni della scoperta dell’America e dei conquistadores, della guerra fra Spagna, Inghilterra e Francia per le colonie nel nuovo mondo ma anche per motivi religiosi, al solito e, soprattutto, sono gli anni del boom della pirateria, diciamo. Ecco, se penso alle grandi culture Azteca e Incas che vengono distrutte, al nuovo mondo e alla pirateria… beh, allora riesco a immaginare un’altra grande avventura per Cavalier Hak. Prima devo, però, studiare quei due secoli fino a sentirmi un pirata di Nassau o Tortuga o qualche altra isola caraibica e poi inizio a scrivere.

10. PRIMA PERSONA CHE HA LETTO IL LIBRO: RICORDI COSA TI HA DETTO?
Ricordo cosa mi disse una ragazza (una donna), molto colta e amante dei fantasy, che mi è rimasto impresso. Mi disse: “Se trasformi Hak in un uomo eterosessuale venderai mille volte più copie e il romanzo potrebbe sfondare”. Ancora in Italia si ha l’idea che si debba calpestare la strada battuta dai nostri antenati per millenni. Negli Stati Uniti hanno capito che è tempo di offrire ai lettori storie che ricalchino l’archetipo del Viaggio dell’Eroe con un’eroe donna, e questo perché gli psicologi hanno capito a loro volta che la storiella della principessa sfigata, orfana e con le pezze al culo che dev’essere salvata dal principe azzurro è falsa, perché in realtà il viaggio dell’eroe è identico per uomini e donne. Game of Thrones, la serie TV più premiata nella storia dell’umanità, ha mostrato al mondo proprio questo, perciò vi sono donne guerriere e altre al comando di regni, uomini e donne eterosessuali a altri omosessuali, in un clima di assoluta parità di potere sociale e militare fra uomini e donne. Nella realtà sono spessissimo le donne quelle che compiono gli atti più eroici, ma si finge di non saperlo, pertanto Cavalier Hak non poteva che essere una donna, nel senso che è più realistico che sia una donna a pensare, parlare e agire come Hak che non un uomo.

11. SE IL LIBRO AVESSE UNA COLONNA SONORA, QUALE SAREBBE?
Nel Materiale di Studio riportato in fondo al libro ci sono citate delle canzoni, perché realmente hanno fatto da sottofondo musicale a certe scene del romanzo. Penso, ad esempio, alla canzone di Diana Ross, Do you know where you’re going to, che è il sottofondo del capitolo in cui Marlem assiste alla metamorfosi di una libellula sulla riva del Fiume Uno. E poi c’è The Feather Theme di Silvestri, relativa sempre allo stesso capitolo. New Frontiers di Franco Battiato è, invece, una sorta di sigla di apertura del romanzo: una strofa straordinaria di quella canzone è inserita come citazione ad inizio libro, perché spiega da sola il senso di tutto il romanzo. Recita: “L’evoluzione sociale non serve al popolo se non è preceduta da un’evoluzione di pensiero”.

12. CI DICI QUALCOSA SU DI TE?
Sogno di scrivere romanzi capaci di far comprendere facilmente e in modo piacevole ai giovani le varie epoche storiche. Col Medioevo e col Rinascimento sento di esserci riuscita attraverso Cavalier Hak, e questo mi da la voglia e la forza di provarci ancora. Ogni libro che scriverò, però, sarà difficilissimo, come lo è stato Cavalier Hak, dove ogni pagina cela in se montagne di libri letti e valanghe di ore di documentari visti. Adesso le mie energie iniziano a concentrarsi su un unico obiettivo: scrivere il terzo libro e poter dire di me che sono davvero una scrittrice. Forse, però, pubblicherò prima un saggio.

13. COSA STAI LEGGENDO E CHE LIBRO LEGGEREBBE CAVALIERE HAK?
Sto leggendo Storia della Pirateria di David CordninglyL’isola dei pirati di Michael Crichton e A general history of the Robberies and Murders of the most notorious Pyrates di Daniel Defoe. Questi sono i tre libri che ho scelto per iniziare a studiare la pirateria. Hak, la protagonista del mio romanzo, leggerebbe proprio questi libri, perché se un seguito di Cavalier Hak ci sarà, allora sarà nel ‘500 e nel ‘600, e Hak sarà, chiaramente, un pirata.

Grazie di cuore per l’intervista.