Cavalier Hak è un romanzo fantasy-storico ambientato in parte nel Medioevo e in parte nel Rinascimento, dove fantasia, storia e realtà si intrecciano sapientemente.

Nel Libro Primo (La Nascita dei Draschi) i Regni, fatti di uomini liberi, spariscono uno dopo l’altro per lasciare il posto ai Draschi, fatti di padroni e schiavi.

È Hak, un cavaliere errante donna, che prova a sconfiggere il male, lottando contro Lucas, uno dei Governatori del Regno dei Folli, che vuol trasformare il Casato del Pellame in Drasco, certo che “possedere le persone” fosse l’unico modo possibile per arricchirsi velocemente senza render conto a nessuno.

Nel Libro Secondo (Sapere aude) Hak diventa Re del Drasco delle Scienze. Affiancata da una saggia strega di nome Mercuria e quattro validi e fidati cavalieri, Hak trasforma il suo Drasco in un luogo senza caste e privilegi, dove si ama e si prega liberamente, si studia e si lavora con gioia, ridando lentamente vita al culto degli Dèi pagani.

Questa volta lotterà contro i Giusti: il potente Organismo Religioso Sovranazionale a capo dei Draschi.

Da cavaliere come da Re, il viaggio di Hak è l’incessante ed eroico tentativo di spezzare con le proprie mani le maglie dell’inconscio collettivo, intriso di dolore per i pregiudizi e le ingiustizie sociali sedimentatesi nei secoli, ma c’è solo un modo per riuscire nell’impresa, ed è scritto in dei fogli di pergamena custoditi in un prezioso scrigno di faggio rosso.

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Grazie a chi ha acquistato Cavalier Hak e a chi ha scritto una bella recensione in Amazon per la mia creatura. Grazie a chi mi ha scritto in privato e alle migliaia di persone che hanno scaricato il romanzo nei giorni in cui è stato messo in promozione. Grazie ai pirati che stanno regalando in rete Cavalier Hak, e alcuni persino vendendolo, come niente fosse, facendomi perdere anche il più piccolo guadagno. Prima ho pensato: “Mortacci vostra”, ma poi ho visto i tanti like messi in quei siti pirati sotto Cavalier Hak e i ringraziamenti di alcuni che lo avevano scaricato con successo, e mi sono fermata. Ho sorriso e ho pensato che in fondo siamo tutti un po’ pirati, e insomma… alla fine ho ringraziato in cuor mio anche loro.