Cavalier Hak è un romanzo fantasy-storico ambientato in parte nel Medioevo e in parte nel Rinascimento, dove fantasia, storia e realtà si intrecciano sapientemente.

Nel Libro Primo (La Nascita dei Draschi) i Regni, fatti di uomini liberi, spariscono uno dopo l’altro per lasciare il posto ai Draschi, fatti di padroni e schiavi. È Hak, un cavaliere errante donna, che prova a sconfiggere il male, lottando contro Lucas, uno dei Governatori del Regno dei Folli, che vuol trasformare il Casato del Pellame in Drasco, certo che “possedere le persone” fosse l’unico modo possibile per arricchirsi velocemente senza render conto a nessuno.

Nel Libro Secondo (Sapere aude) Hak diventa Re del Drasco delle Scienze. Affiancata da una saggia strega di nome Mercuria e quattro validi e fidati cavalieri, Hak trasforma il suo Drasco in un luogo senza caste e privilegi, dove si ama e si prega liberamente, si studia e si lavora con gioia, ridando lentamente vita al culto degli Dèi pagani.

Questa volta lotterà contro i Giusti: il potente Organismo Religioso Sovranazionale a capo dei Draschi. Da cavaliere come da Re, il viaggio di Hak è l’incessante ed eroico tentativo di spezzare con le proprie mani le maglie dell’inconscio collettivo, intriso di dolore per i pregiudizi e le ingiustizie sociali sedimentatesi nei secoli, ma c’è solo un modo per riuscire nell’impresa, ed è scritto in dei fogli di pergamena custoditi in un prezioso scrigno di faggio rosso.


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A Giugno 2020 ho pubblicato la 2 Edizione di Cavalier Hak, rivista e corretta durante il lockdown e con una nuova cover, d’oro e d’argento, che amo moltissimo. Hak è ritratta al centro, in sella al suo cavallo e, con la spada sguainata: corre verso il campo di battaglia. Di Hak si vede una parte luminosa e una in ombra – cosa che ha grande attinenza col romanzo – ma la sua figura rimanda chiaramente al principio di integrità e alla concentrazione (i capelli di Hak hanno non a caso la forma della fiamma di una candela). Il cavaliere forma un tutt’uno con la sua armatura, la spada e il suo cavallo ma anche col Sole (color oro e argento), che si erge alle sue spalle per illuminarle il cammino e guidarla verso la guerra e la vittoria.

 


10 TOP RECENSIONI


“Questo romanzo mi ha colpita come pochi altri romanzi hanno saputo fare, perché è un fantasy, sì, ma davvero fuori dal comune. Si passa facilmente da regine delle fate a fonti storiche precise e accurate sul medioevo, di cui l’autrice riesce a ricreare in modo a dir poco esemplare le ambientazioni, ma ancor più la mentalità, i drammi e le vicissitudini. Fantasy che sfocia nello storico, storico che sfocia nell’attuale.

Sì, perché un altro aspetto incredibile di questo romanzo è la capacità di narrare di tempi passati e regni mai esistiti, ma mettendoci di fronte a problematiche quanto mai attuali e reali, come la libertà di scelta, di culto, di orientamento sessuale, la giustizia sociale e le disuguaglianze di ceto. Tutto ciò che nel romanzo appare lontano e fantastico, improvvisamente ci porta a dire: “Oddio, non è che oggi sia poi tanto diverso”. E questo porta a riflettere. Poi c’è la protagonista, di cui è impossibile non innamorarsi: una donna forte, un cavaliere che non si lascia fermare dalle avversità che le si parano innanzi. Hak è un modello femminile da divulgare, di cui avremmo più spesso bisogno di leggere…”


“Molto più di un fantasy. Sì, certo, ne ha tutti i contenuti, ma è molto di più: è un romanzo di formazione, con un immenso valore pedagogico. Un romanzo scritto meravigliosamente bene, un’ottima caratterizzazione dei personaggi e ambientazioni bellissime, descritte con dovizia di particolari che denotano un grande lavoro di documentazione e studio…”


“Un libro che nella sua trama affascinante riesce a raccontare Medioevo e Rinascimento inserendovi una dimensione fantastica dove tutti i più alti e nobili valori umani riescono a esprimersi a discapito di pregiudizi e ingiustizie. Metafore, allegorie e simboli lasciano al lettore la libertà di cogliere i collegamenti più profondi con la realtà che ci circonda…”


“Cavalier Hak è un romanzo decisamente fuori dal comune, un fantasy innovativo che tratta tematiche di spessore ma con la giusta dose di leggerezza. Quello che potrebbe sembrare un semplice fantasy storico cela dentro di sé un potenziale senza eguali e durante la lettura non si può fare a meno di paragonare le vicende di Cavalier Hak, la protagonista, con quelle che molti di noi hanno provato o stanno provando sulla propria pelle, come la disparità di genere tra uomini e donne. L’ambientazione è perfetta, la sua scrittura è fluida, piena di dettagli e unica, tanto da darti l’idea di star vivendo all’interno del romanzo stesso. Le descrizioni hanno un ruolo predominante all’interno di tutta la narrazione, ma non appesantiscono in alcun modo l’andamento della lettura, anzi, la arricchiscono e perfezionano ancora di più. I dialoghi sono talmente meravigliosi che sembrano volerti sempre lasciare qualcosa. Non saprei come spiegarlo meglio, ma non avevo mai letto niente di simile prima d’ora: le immagini descritte mi passavano davanti agli occhi come se stessi guardando un film e questo è sicuramente dovuto alla profonda ricerca che l’autrice ha svolto prima di scrivere il romanzo, rendendolo stilisticamente perfetto. Ad un certo punto ricordo di aver pensato “Più medievale di così non si può!” Il materiale di studio utilizzato da Hagar Lane è presente nelle ultime pagine del libro: si tratta anche in questo caso di una novità mai vista prima, che conferma quello che già si intuisce leggendo i primi capitoli, cioè che dietro la stesura del testo c’è stato un grande e meticoloso lavoro, fatto di studi complessi e incredibili approfondimenti. Una scelta che apprezzo e approvo con tutto il cuore, visto ciò che ne è uscito fuori: un fantasy ambientato in un’altra epoca che però non è mai sembrata più vicina di così…”


“La persona che ha scritto questo libro ha una fantasia sconfinata. Ma non solo. Ha anche letto, secondo me, romanzi fantasy per una vita. Solo che ha fatto un passo in più, cioè non si è fermata a leggere e basta, come tanti di noi. Ha fatto ciò che più amo in un libro: ha preso tutto il bello che ci poteva essere nella narrativa di genere e l’ha condensato e rielaborato dentro di sé in modo originale. Poi ha iniziato a scrivere. E il risultato non è qualcosa di già visto, come ci si potrebbe aspettare dal fantasy. E’ piuttosto qualcosa di nuovo e sognante…”


“È un’opera di finzione ma la chiave realistica permette al lettore di avere fino alla fine la sensazione che quello che si è letto sia vero. Adatto a chi ama conoscere gli aspetti storici più nascosti del Medioevo. Impossibile non innamorarsi di Hak, di ogni sfaccettatura del suo carattere: forte ma complicato, passionale ma razionale. Nonostante la moltitudine dei personaggi il romanzo è fluido e suggestivo al punto giusto da creare suspense…”


“Si tratta di un’opera ispirata, una viaggio iniziatico ricco di spunti di riflessione e trasposto in un medioevo che tanto attinge dalla ciclicità della storia umana da risultare assolutamente attuale. A fine libro scopriamo, capitolo per capitolo, le fonti che hanno ispirato l’autrice: una bibliografia di grande impatto e dalla quale possiamo comprendere la poliedrica formazione di Hagar Lane. Tale preparazione consente alla scrittrice di allestire uno scenario che, pur risultando fedele specchio di un medioevo ricostruito alla perfezione, non è mai ridondante, ma rimane educato sullo sfondo, lasciando libero sfogo al protagonista assoluto, Cavalier Hak, che da il titolo all’opera. Il romanzo è del tutto particolare, la narrazione altrettanto. L’autrice affronta con leggerezza encomiabile argomenti che sono tutt’altro che leggeri. Una storia per grandi e piccini, con diversi livelli di lettura, come solo i grandi romanzi sanno fare. Sembra quasi impossibile che nelle 300 pagine del romanzo ci possa essere spazio per così tante vicende e vasti approfondimenti. Hak si troverà da cavaliere errante a rivestire il ruolo di Re del Drasco delle Scienze con le conseguenze che un tale cambio di responsabilità comporta. Eppure la sua parabola ascendente risulta sempre credibile, le sue azioni sempre coerenti coi suoi convincimenti più profondi. Affascinante e vario rimane lo scenario nel quale la protagonista si muove edificando il proprio ideale etico-politico. Non mancano l’azione e l’introspezione, i colpi di scena e le crisi interiori derivanti dall’affrontare situazioni che appaiono insuperabili. Insomma, la Hagar Lane dosa tutti gli elementi fondamentali con grande maestria. Sembra impossibile si tratti di un romanzo d’esordio...”


“Cavalier Hak inizia quasi come una favola, ma dopo i primi capitoli si apre e ti porta con sé nel Medioevo più vero. È incredibile quanto l’autrice abbia studiato tanto e bene quell’epoca storica per poter scrivere con così grande attenzione ai dettagli. Ho letto tanti fantasy, ma questo è completamente diverso, sia per le tematiche che tratta che per lo stile di scrittura…”


“Con un po’ di lavoro si potrebbe realizzare un bel film tratto da questo libro fantastico…”


“Questo libro è sorprendente, nel vero senso della parola. Si tratta di un romanzo cappa e spada storico difficile da inquadrare per la varietà dei personaggi e dei luoghi, ma ci si abitua presto. Hak e Marlem mi ricordano Rambaldo e Bradamante de Il cavaliere inesistente di Calvino. Stesso ardimento e cipiglio lei (Hak) di Rambaldo, stessi dubbi e perplessità alla fine dissipati lei (eh, già) Marlem di Bradamante. Nel mezzo battaglie per terra e per mare, ma anche guerre di religione che mi hanno fatto ricordare a tratti John Carter mentre sconfigge la falsa dea Issus in uno dei molti libri del ciclo di Marte di Burroughs. L’atmosfera medioevale è ben marcata e quasi si respira mentre si legge. Tra i personaggi di spicco il mio preferito è la strega Mercuria, che aiuta e supporta Hak nelle sue imprese, davvero ben riuscito. Un libro che vale la pena di leggere con calma per apprezzarlo fino in fondo…”