Liber Novus: Libro Terzo

In Liber Novus by Hagar Lane

Io e Carl Gustav Jung abbiamo una cosa in comune: abbiamo entrambi scritto un libro ambientato nel Medioevo, composto di 2 libri e che tratta il viaggio dell’eroe compiuto dall’autore stesso nell’inconscio, alla ricerca di quel senso di sé e della vita che non è dato scoprire a chi resta in superficie, nel conscio.

Il terzo libro del Liber Novus esiste, ma non è fatto di parole, perché Jung capì che le parole ad un certo punto del viaggio non erano più sufficienti per progredire. Attraverso il simbolo del mandala, Jung intuì che il viaggio dell’eroe terminava col silenzio e con l’azione, e così costruì con le sue mani una torre medievale – la torre di Bollingen – nella quale andò a vivere gli ultimi anni della sua vita.

Nel mio Liber Novus devo fondere la parola col simbolo e costruire la mia personalissima torre. Dopo un anno di riflessioni (a vuoto) sul mandala e la torre di Jung, d’un tratto ho compreso quali erano gli equivalenti per me, e così, finalmente, ho potuto anch’io iniziare a “scrivere” il libro terzo del mio Liber Novus.

Il MANDALA sarà la circolarità di pensiero e scrittura che userò nella creazione del saggio “Il 71-esimo senso: La Torre”. Come sottotitolo ho scelto lo stesso che Nietzsche inserì nel suo “Così parlò Zarathustra”, e cioè “Un libro per tutti e per nessuno”.

La TORRE sarà, invece, la costruzione del mio corpo: una torre in carne e ossa anziché di pietra, e va benissimo. Vi racconterò passo passo come la realizzerò.

Questo è, quindi, il diario di viaggio del Libro Terzo, che completa e chiude il mio Liber Novus. Scriverò dei miei progressi nella scrittura del saggio “Il 71-esimo senso: La Torre” (il mio mandala) e nella costruzione della torre (il mio corpo).