La vera marmellata di frutta

In La Torre: Nutrizione, Liber Novus by Hagar Lane

Da circa una settimana ho cambiato marmellata, che è una cosa che mangio tutte le mattine, con due fette biscottate integrali Mulino Bianco (dico la marca non perché ami la Barilla, tutt’altro, ma in questo caso è una fra le rare marche di fette biscottate senza zuccheri aggiunti) o su 35 gr. di pane fresco integrale (non a fette), ossia mezzo bocconcino integrale dell’Esselunga.

Prima mangiavo marmellate biologiche siciliane o calabresi con almeno il 70% di frutta e con aggiunta di zucchero di canna biologico. Circa un anno fa avevo provato una marmellata di susine fatta di sola frutta ed è finita nell’immondizia perché non mi piaceva affatto. A distanza di un anno, non convinta che tutte le marmellate fatte di sola frutta fossero orrende, mi sono detta: “Riproviamo una marmellata bio di sola frutta di un’altra marca?” Così ho fatto.

Ho preso la marmellata biologica ai frutti di bosco dell’azienda toscana Apicoltura Casentinese, marchio soloFrutta, e vi posso assicurare che non è buona, ma di più, è stra-buona, dolce al punto giusto (il dolcificante è succo d’uva naturale), senza zuccheri aggiunti e con 120 gr. di frutta usati per ogni 100 gr. di marmellata. Ho preso, cioè, una marmellata vera, perché anche una marmellata con il 70% di frutta per ogni 100 gr. di prodotto non è vera marmellata, a mio modo di vedere, figuriamoci poi quelle dove è usata solo 40 gr. di frutta ogni 100 gr. di prodotto. Io le vieterei per legge o imporrei il cambio di nome del prodotto, da “marmellata di frutta” a “zucchero di frutta”. Dico sul serio. Se un prodotto vuol chiamarsi marmellata di frutta deve avere, per me, almeno il 70% di frutta utilizzata per ogni 100 gr. di prodotto, altrimenti che si chiami zucchero di frutta e non stiamo a prenderci in giro.

Quella dell’Apicoltura Casentinese, invece, che trovate anche all’Esselunga, è una composta di frutta che contiene solo tre ingredienti:
– oltre 120 gr di frutta per 100 gr di prodotto finito
– zuccheri della frutta, ottenuti per concentrazione del succo di uva
– qualche goccia di limone
Non ha addensanti, conservanti e aromi. Il 100% degli ingredienti sono biologici ed è gluten free.

Ho trovato la mia marmellata, finalmente, che vi consiglio, ovviamente, perché il primo obiettivo sul corpo è quello di rompere le catena della dipendenza dagli zuccheri, che sono una droga legalizzata, perché lo zucchero è un veleno e crea dipendenza esattamente come la cocaina.

Ieri ho comprato un nuova confettura di marmellata dell’Apicoltura Casentinese soloFrutta, ai mirtilli questa volta, con 110 gr. di frutta ogni 100 gr. di prodotto. Quella ai mirtilli costa un buon 20% in più rispetto alle altre, ma i mirtilli sono i mirtilli e quindi va bene così.

Gli zuccheri artificiali, tra l’altro, presenti ormai quasi ovunque (leggete sempre le etichette), fanno aumentare l’insulina nel sangue, cosa che la frutta non fa perché compensa gli zuccheri con le fibre, e finché l’insulina nel sangue è alta, è matematicamente impossibile dimagrire.

I dietologi non insegnano alle persone cosa mangiare, ma si limitano a fare un calcolo calorico di una barbarità estrema, a mio modo di vedere le cose. I dietologi dovrebbero utilizzare almeno tre visite mediche solo per spiegare alle persone le cose che vi sto raccontando io post dopo post, ma nessuno lo fa. Hanno studiato una vita per diffondere cultura alimentare e invece consegnano tre fogli di carta con su scritto cosa devi mangiare e tanti saluti al piffero.

Che tristezza!

Perché oltre il 99% (dati ufficiali) delle diete falliscono? Chiedetelo a me, che ve lo spiego io perché falliscono nei minimi dettagli.

Ecco, forse è tempo di smetterla di parlare di diete e iniziare, invece, a parlare di stile di vita alimentare, dove il cibo torna a essere cultura, arte, persino, ricerca di qualità e raffinatezza lungo tutta la filiera che lo fa giungere alle nostre tavole. Si deve tornare (o iniziare) ad avere consapevolezza di cosa introduciamo nel nostro corpo ogni giorno, perché quel cibo diventa parte di noi, cioè noi diventiamo (energeticamente) il cibo che mangiamo.

Tutto ciò che propongo costa molto più degli altri prodotti?

A conti fatti costa molto meno, perché ne mangerai la giusta quantità e ti sentirai sazio, contento di esseri trattato bene e non ingrassi. I cibi spazzatura, invece, o non fatti come si deve, ti spingeranno a mangiare molto di più, e questo per definizione, perché sono pieni di zuccheri che creano picchi insulinici seguiti da crolli depressivi, i quali si traducono in attacchi compulsivi di fame. Questi cibi non ti faranno sentire mai sazio perché come prima cosa disattivano il sensore della sazietà, ti faranno ingrassare e ti faranno star male. Alla fine quello che non spendi in acquisto di cibo buono finisce che lo spendi in medicine, abbonamenti alla palestra e vestiti, perché aumenterai almeno di una taglia l’anno.

Ecco che a questo giro ho cambiato obiettivo sul mio corpo. L’obiettivo NON è dimagrire, infatti, ma cambiare stile alimentare, e questo come risultato delle mie ricerche e delle scoperte che farò man mano sui cibi, perché sta sempre lì il piacere: nel viaggio. Le diete ipocaloriche le abolirei, personalmente, come anche il calcolo delle calorie (cosa che io non faccio più, infatti). L’obiettivo è eliminare dalla mia tavola tutti i prodotti che hanno zuccheri aggiunti e avere uno stile di vita alimentare che rifletta rispetto e amore per me stessa. Il peso forma, se arriverà, arriverà da solo, coi suoi tempi e come conseguenza secondaria del cambio di stile alimentare. Solo così il proprio peso forma raggiunto diventerà anche il nuovo set point, cioè il nostro peso stabile nel tempo.