Eternal War – Vita Nova

In Recensito da me, Scrivere by Hagar Lane

Ecco il primo post della categoria “Recensito da me”: un libro fantasy-storico. Per Storie di Storia avevo preso l’impegno di recensire il secondo libro della saga di Livio Gambarini, intitolata “Eternal War”, edita da Acheron Books.

Chi vuole può leggere l’intero articolo cliccando nell’immagine di copertina a destra o nel link che segue: “Eternal War – Vita Nova”.

Riporto qui solo un piccolissimo frammento della recensione, presa dal centro della stessa, solo perché sappiate che stiamo parlando di un tema centrale per gli scrittori occidentali tutti: il mito del Viaggio dell’Eroe:

… … … Andiamo ora a quello che, per me, è il punto di forza del romanzo: la TRAMA. L’autore tratta il tema centrale della cultura occidentale, l’importantissimo mito del “Viaggio dell’Eroe”, ma lo fa in chiave decisamente originale e, per certi versi, inedita. Questo aspetto non è da poco quando si scrive un fantasy, perché siamo nel tempo in cui il “Viaggio dell’Eroe” non può più essere narrato alla vecchia maniera (un uomo che deve conquistare un tesoro, o sconfiggere un mostro o, ancora, liberare e sposare una fanciulla sfigata dalla nascita), ma richiede che gli scrittori alzino l’asticella, e di tanto. Questo perché la moderna psicologia ha capito due cose fondamentali riguardo il mito del Viaggio dell’Eroe:

1) Che il viaggio dell’eroe è uguale per uomini e donne, e non diverso per i due sessi, come si pensava fino a qualche tempo fa. Ecco che, solo per fare un esempio, nell’ultima versione di Aladdin non è Aladdin che diventa sultano sposando la figlia del sultano, ma è la donna, figlia del sultano, a diventare sultano, e Aladdin il suo sposo. Analogamente, vediamo con Ribelle la Walt Disney chiudere definitivamente in soffitta il secolare concetto che vedeva il Viaggio dell’Eroe al femminile come realizzazione della donna unicamente attraverso il matrimonio, senza diventare essa stessa Re. Divenire “Re del proprio Regno” significa, metaforicamente parlando, rinnovare il proprio Io, centrarsi in se stessi e realizzare i propri sogni.

2) Il Viaggio dell’Eroe attiva una serie di archetipi molto chiari e potenti, che non devono mancare nel racconto, in forma più o meno velata/simbolica, ovviamente. Il mito del viaggio dell’eroe diviene, cioè, affascinante quanto più lo si intreccia ora con la psicologia e la dimensione spirituale, con l’inconscio individuale e quello collettivo, come ci ha insegnato C. G. Jung e ci ha spiegato Carol S. Pearson nel suo meraviglioso libro “Risvegliare l’eroe dentro di noi”. CONTINUA…

Come tutti sanno io non sto su Facebook, ma è stato divertente scoprire il pensiero di Livio Gambarini su una piattaforma che non frequento. Riporto qui di seguito cosa ha scritto Livio, contenta del fatto che una “recensione” seguita dalla “recensione della recensione”, quando sono entrambe schiette e rispettose dell’opinione altrui, divengono un confronto fertile fra autori, bellissimo ed utilissimo a entrambi. Sono scoppiata a ridere quando ho letto che Livio aveva avuto la sensazione che avessi capito Vita Nova meglio di lui che l’aveva scritto. In realtà non c’è da stupirsi, tant’è che io stessa ho impiegato anni per capire cosa avessi scritto davvero in “Cavalier Hak”.

Alla prossima recensione, amici miei.