Basta carne, zuccheri e farine raffinate

In La Torre: Nutrizione, Liber Novus by Hagar Lane

Leggendo il Libro della Genesi, dal versetto 1:26 al versetto 1:30, si scopre che Dio ha dato il potere agli uomini sugli uccelli del cielo, sui pesci delle acque e su tutti gli animali che strisciano sulla Terra. La frase, come spiega bene la Kabalah, è simbolica, giacché la scintilla divina (anima) è presente in noi come negli animali, e giammai un’anima dovrebbe nutrirsi di un’altra anima, bloccandone bruscamente il viaggio esperienziale sulla Terra.

La cosa diventa oltremodo grave se si pensa alla carne rossa, perché per gli ebrei, ad esempio, se un animale soffre durante la macellazione, non dev’essere mangiato, e il sangue, che rappresenta l’anima, spetta sempre e solo a Dio. Ecco, colgo l’occasione per informare gli ebrei che la sofferenza al macello è solo l’ultimo step di una sequenza infinita di sofferenze che gli uomini fanno patire agli animali negli allevamenti intensivi, per cui farebbero cosa buona e giusta a tornare vegetariani com’erano in principio.

La Kabalah, molto saggiamente – non a caso rappresenta il quarto e più profondo livello di comprensione della Torah ebraica, ossia dell’Antico Testamento cristiano – spiega che gli uccelli dei cieli non sono altro che i pensieri. L’uomo, creato a immagine e somiglianza di Dio, sarà capace di dominare i pensieri presenti nella Terra, in questa dimensione fisica e illusoria insieme. I pesci sono il simbolo dei talenti, che per lo più saranno nascosti, e quindi da scoprire e portare a galla. Infine, gli animali che strisciano sulla Terra sono le passioni, e l’uomo sarà in grado di dominare anche quelle, secondo Dio.

La Genesi parla molto chiaramente al riguardo, perché dice espressamente che il cibo dell’uomo sarà composto di erba, semi e dei frutti degli alberi. Non dice che l’uomo si ciberà anche di animali. Dominare e cibarsi sono due verbi diversi, e se Dio li ha usati entrambi è per una ragione ben precisa.

Andiamo all’atto pratico. Io credo solo a ciò che sperimento nella mia vita e su me stessa, lo avrete capito. Ebbene, ho fatto due esperimenti negli ultimi mesi, e i risultati sono stati incredibili. Un esperimento riguarda gli zuccheri e le farine raffinate (bianche) e l’altro la carne (non anche il pesce). Ve li descrivo qui di seguito.

1 Esperimento: Zuccheri e farine raffinate

Ho ridotto di molto la quantità di farine raffinate e zuccheri nella mia alimentazione nell’ultimo mese e più. Ebbene, ieri ho mangiato un gelato a metà mattinata (nella gelateria dove l’ho sempre comprato e che lo fa buonissimo) e una pizza a cena (comprata nella pizzeria dove vado sempre). Risultato? Ho avuto fame tutto il giorno, mangiato il triplo di sempre, ho avuto una sonnolenza incredibile tutto il giorno, pesantezza e acidità di stomaco, digestione lunghissima, sete a manetta e, persino, insonnia tutta la notte. Quando si mangiano normalmente zuccheri e farine raffinate non ci si rende conto di quanto siano dannosi per il corpo, perché crediamo che la digestione normale sia quella che ho descritto sopra. Quando per oltre un mese, però, ti nutri come si deve, e all’improvviso reintroduci nello stesso giorno zuccheri raffinati e farine bianche, ecco che ti rendi conto in modo lampante di quanto il corpo protesti per ciò che gli hai dato da mangiare, e passa subito in secondo piano la goduria provata mentre mangiavi, perché prendi coscienza che quel godimento è momentaneo e si paga a caro prezzo, in termini di benessere del corpo e della mente, salute e persino estetica (si ingrassa pure un botto).

2 Esperimento: Carne rossa

Non mangiavo conigli e carne di maiale da tantissimo tempo. Ho ridotto la carne rossa fino a mangiare solo il macinato una volta ogni tanto. In sostanza da parecchio tempo mangio solo petto di pollo e di tacchino come carne. Ebbene, dopo diversi mesi nei quali non ho mangiato carne rossa, un giorno l’ho comprata (macinato di primissima scelta e biologico) e ho fatto degli hamburger. Risultato? Peggiore dell’esperimento n.1, perché non solo non li ho digeriti, ma ho provato la sensazione orrenda di aver mangiato il cadavere di un essere vivente che è stato incarcerato, torturato e ucciso per diventare il mio pranzo o la mia cena. Quanta sofferenza per niente, no? E quanta sofferenza ho introdotto nella mia vita sul piano sottile? Tantissima.

Di recente ho letto il libro sulla Dieta della Longevità di Valter Longo, che è considerato il massimo esperto mondiale sulla longevità, e ho scoperto, come mio grande piacere, che per vivere sani, senza prendere malattie come il cancro ed altre, e campare cent’anni si deve eliminare totalmente dalla nostra dieta il consumo di carne, ridurre quasi a zero il consumo di zuccheri e farine raffinate e alimentarsi solo di legumi, vegetali, pesce, frutta (fresca e a guscio) e semi. Mi torna come concetto, alla grande, e non perché l’abbia detto Valter Longo, ma perché prima di leggere certe cose nel suo libro, le ho sperimentate per mio conto su di me, arrivando alle sue stesse conclusioni. Aperta parentesi: devo ancora scoprire perché Gesù moltiplicò i pani e i pesci anziché la frutta e l’erba di campo. Chiusa parentesi.

Come si sarà capito, dall’1 Settembre escono per sempre dalla mia alimentazione anche il petto di pollo e di tacchino, e la pizza, se e quando la mangerò, sarà d’ora in poi sempre rigorosamente di farina integrale o niente.

Quanto a ciò che dice la Bibbia riguardo gli animali e all’alimentazione decisa da Dio, c’è una conferenza su YouTube di straordinaria bellezza al riguardo, illuminante, e dove il relatore è uno dei più grandi teologi e biblisti che l’Italia abbia mai avuto, Paolo De Benedetti, che non le ha mandate a dire al cardinale che esortava gli uomini a mangiare l’agnello a Pasqua. La risposta di De Benedetti al cardinale (si può ascoltare nel video) mostra la grandezza di De Benedetti, prima come uomo e poi come biblista.

La conferenza s’intitola “Il rapporto Dio-uomo-animali nella Bibbia – L’alimentazione secondo il progetto originario di Dio”, che vi linko e inserisco anche qui sotto. Vi esorto vivamente ad ascoltarla.